Assegno sociale 2027, importo verso 562 euro e soglie di reddito più alte
L’Assegno sociale potrebbe salire a circa 562 euro al mese nel 2027, ma l’aumento non è ancora definitivo. Con la rivalutazione cambierebbero anche i limiti di reddito, con soglie più alte per single e persone coniugate.
Per chi beneficia dell’Assegno sociale, il 2027 potrebbe portare un aumento di poco meno di 16 euro al mese. La stima parte dall’attuale importo di 546,24 euro e da un’ipotesi di rivalutazione del 2,9%, percentuale che porterebbe la prestazione a circa 562,08 euro mensili.
Il trattamento viene riconosciuto per 13 mensilità. Con questa rivalutazione, quindi, il valore annuo arriverebbe a circa 7.307 euro. Le cifre restano però provvisorie e dovranno essere confermate con il provvedimento che stabilirà la perequazione per il prossimo anno.
L’adeguamento avrebbe un effetto diretto anche sui limiti reddituali utilizzati per stabilire il diritto alla prestazione. Nell’ipotesi di un incremento del 2,9%, la soglia potrebbe raggiungere circa 7.307 euro annui per le persone non coniugate e circa 14.614 euro per quelle coniugate.
Per il 2026 i valori in vigore sono più bassi. L’Assegno sociale ammonta a 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari complessivamente a 7.101,12 euro l’anno. Il limite di reddito è fissato a 7.101,12 euro per chi non è coniugato e a 14.202,24 euro per chi è coniugato.
La prestazione spetta per intero alle persone non coniugate prive di reddito e ai soggetti coniugati con un reddito coniugale inferiore all’importo annuo dell’Assegno sociale. In presenza di redditi più elevati, ma comunque entro i limiti previsti, il beneficio viene invece riconosciuto in misura ridotta.
L’Assegno sociale è una prestazione assistenziale riconosciuta su domanda alle persone che si trovano in condizioni economiche disagiate. Dal 1° gennaio 1996 ha sostituito la precedente pensione sociale e non dipende dal numero di contributi previdenziali versati durante la vita lavorativa.
Per accedervi occorre rispettare contemporaneamente i requisiti anagrafici, economici e di residenza previsti. Nel 2026 è necessario avere almeno 67 anni, risiedere effettivamente in Italia e poter dimostrare almeno dieci anni di soggiorno legale e continuativo nel Paese, oltre a rientrare nei limiti reddituali stabiliti.
Possono presentare domanda i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione europea iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e, alle condizioni previste, i familiari extracomunitari di cittadini comunitari. Sono compresi anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo e gli stranieri o apolidi con status di rifugiato o protezione sussidiaria.
Il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a condizione che tutti i requisiti siano soddisfatti. Il diritto viene verificato ogni anno, sia per quanto riguarda la situazione economica sia per l’effettiva permanenza della residenza in Italia.
La prestazione non è soggetta a Irpef, non è reversibile ai familiari superstiti e non può essere esportata all’estero. Non può inoltre essere ceduta, sequestrata o pignorata. Se il beneficiario rimane fuori dall’Italia per più di 29 giorni consecutivi, l’erogazione viene sospesa; una sospensione superiore a un anno può determinare la revoca.
La domanda può essere inoltrata attraverso i servizi telematici previdenziali utilizzando le credenziali ammesse, tra cui Spid, Cie, Cns ed eIDAS. In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato o a un intermediario autorizzato, oppure utilizzare il Contact Center ai numeri 803 164 da rete fissa e 06 164164 da rete mobile.
Per conoscere con certezza l’importo dell’Assegno sociale nel 2027 e i relativi limiti di reddito bisognerà quindi attendere la rivalutazione ufficiale. Fino ad allora, i 562,08 euro mensili e le nuove soglie restano valori indicativi costruiti sull’ipotesi di un adeguamento del 2,9%.
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