Garlasco, Bramante disconosce il profilo su Stasi: il documento è senza firma e data
Nel fascicolo Garlasco riemerge una valutazione psicologica di 13 pagine su Alberto Stasi, ma Alessandra Bramante nega di averla scritta. Il documento, privo di firma e data, è stato recuperato negli archivi del Ris di Parma.
Una relazione di 13 pagine, rimasta fuori dagli atti della prima indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, è tornata all’attenzione degli investigatori a distanza di 19 anni. Il testo contiene una valutazione psicologica di Alberto Stasi e reca nell’intestazione il nome della psicologa e criminologa Alessandra Bramante, che ha però escluso di esserne l’autrice.
Il documento è stato recuperato negli archivi del Ris di Parma e acquisito dalla Procura di Pavia il 10 settembre 2026 nell’ambito dei nuovi accertamenti sul caso Garlasco. La relazione non presenta né una data né una firma autografa, elementi sui quali Bramante ha richiamato l’attenzione spiegando che i documenti da lei redatti vengono normalmente firmati e datati.
La professionista ha quindi negato di aver realizzato un profilo personologico di Stasi. La sua presa di posizione lascia aperta la questione sull’origine della relazione e sulle circostanze in cui venne preparata durante le indagini del 2007.
La valutazione prende come riferimento tre verbali resi da Stasi ai carabinieri il 13, 17 e 22 agosto 2007. Nelle 13 pagine vengono formulate osservazioni sulla sua personalità sulla base delle dichiarazioni raccolte in quei giorni, con riferimenti a presunti tratti di freddezza, controllo e narcisismo e definizioni come “calcolatore” e “manipolatore”.
Il testo contiene anche considerazioni sul modo in cui Stasi parlava di Chiara Poggi durante le audizioni e sul rapporto con la fidanzata. Si tratta, tuttavia, di valutazioni contenute in un documento la cui paternità viene oggi contestata dalla professionista indicata nell’intestazione.
Durante la trasmissione Ore 14 è intervenuto anche l’avvocato Carlo Taormina, che ha osservato come una consulenza di questo tipo avrebbe normalmente richiesto una delega del pubblico ministero. Il legale ha quindi avanzato proprie ipotesi sull’assenza di firma e data, senza che al momento sia stata chiarita con certezza la genesi della relazione.
All’epoca dei fatti l’inchiesta era condotta dalla Procura di Vigevano. Il nuovo elemento non modifica la posizione giudiziaria di Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, ma apre un ulteriore interrogativo sulle attività investigative svolte nel 2007 e sulla provenienza di un documento che non risultava depositato nel fascicolo originario.
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