D'Alema sul centrosinistra, prima il programma e poi il candidato premier
Massimo D’Alema invita il centrosinistra a mettere il programma prima della leadership e delle primarie. A La torre di Babele su La7 sostiene che la richiesta di indicare subito il candidato premier favorisca la strategia di Giorgia Meloni.
Per Massimo D’Alema il centrosinistra dovrebbe concentrarsi innanzitutto sulla costruzione di un progetto politico comune, rinviando il confronto sulla leadership. L’ex presidente del Consiglio lo ha sostenuto durante la puntata del 5 ottobre di La torre di Babele, il programma condotto da Corrado Augias su La7.
Secondo D’Alema, insistere in questa fase sulla scelta del candidato alla presidenza del Consiglio e sulle primarie rischia di accentuare le divisioni tra le forze progressiste. A suo giudizio non serve individuare un «federatore», ma definire un programma capace di tenere insieme gli elettori contrari all’attuale governo.
L’ex premier considera inoltre una «trappola» politica la pressione a indicare subito il nome destinato a guidare un eventuale governo di centrosinistra. Nella sua lettura, Giorgia Meloni avrebbe interesse a spostare il confronto elettorale dai partiti ai candidati premier, facendo della figura del presidente del Consiglio uno degli elementi centrali della competizione.
D’Alema ha ricordato anche le precedenti elezioni, quando i partiti del centrodestra presentarono indicazioni differenti sulla leadership. Da qui la sua critica all’idea che oggi sia indispensabile comunicare in anticipo agli elettori chi dovrebbe diventare presidente del Consiglio. Per l’ex premier, modificare l’impostazione della competizione in base alle convenienze politiche rappresenta un problema sul piano della cultura democratica.
Nel corso dell’intervista D’Alema ha allargato il ragionamento al quadro internazionale. Ha parlato dell’esistenza di una potente area reazionaria, dotata a suo giudizio di grandi risorse economiche e di una forte capacità di utilizzare le tecnologie e il web per diffondere campagne e false notizie. Di fronte a questa pressione, ha descritto il campo democratico come poco attrezzato nella capacità di risposta.
Da questa considerazione è arrivato anche il riferimento al Partito Comunista, del quale D’Alema ha detto di rimpiangere non soltanto il patrimonio ideale, ma soprattutto una struttura organizzativa che, secondo la sua valutazione, permetteva di affrontare e contrastare più efficacemente le offensive politiche e comunicative.
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