Caso Yara, no della Corte alle nuove analisi sui reperti chieste dalla difesa Bossetti
La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di effettuare nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici del caso Yara. I legali annunciano ricorso, mentre la famiglia si oppone a nuove indagini.
Nessun nuovo accertamento tecnico-scientifico, almeno per ora, sui reperti e sui campioni biologici ancora conservati nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Yara Gambirasio. La Corte d’Assise di Bergamo, chiamata a decidere come giudice dell’esecuzione, ha rigettato l’istanza presentata dai difensori di Massimo Bossetti.
Bossetti sta scontando la condanna definitiva all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne. I suoi avvocati, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, avevano chiesto di poter sottoporre il materiale ancora disponibile a nuovi esami, dopo aver ottenuto la documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini.
La decisione è arrivata nella stessa giornata dell’udienza celebrata a Bergamo. Per la difesa la strada giudiziaria, tuttavia, non si chiude con il provvedimento della Corte. Salvagni ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso e di rivolgersi anche alla Procura competente per proseguire la richiesta di ulteriori verifiche.
Il legale ha ricordato il lungo percorso affrontato per ottenere l’accesso alla documentazione, sostenendo che siano stati necessari sette anni per visionare le fotografie e numerosi ricorsi in Cassazione. Ha inoltre richiamato le oltre 400 pagine di atti prodotte nella fase esecutiva del procedimento.
Di segno opposto la posizione dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio. Gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che li rappresentano, si sono espressi contro l’apertura di nuovi accertamenti sui reperti.
Pelillo ha sintetizzato la posizione della famiglia affermando che si vuole evitare un nuovo caso simile a quello di Garlasco sul piano della riapertura continua degli accertamenti. Dopo il rigetto della Corte, il confronto giudiziario potrà quindi proseguire attraverso le iniziative annunciate dalla difesa di Bossetti.
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