Caso Yara, Bossetti chiede nuove analisi su Dna e reperti alla Corte d'Assise

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La Corte d’Assise di Bergamo deve decidere se autorizzare nuovi accertamenti sui reperti del caso Yara Gambirasio. La difesa di Massimo Bossetti punta sulla traccia 31G20 e su altre tracce genetiche rinvenute sul giubbotto della ragazza.

Yara Gambirasio
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La decisione sui nuovi esami richiesti dalla difesa di Massimo Bossetti resta nelle mani della Corte d’Assise di Bergamo. Al termine dell’udienza in camera di consiglio del 5 ottobre 2026, i giudici si sono riservati di pronunciarsi sull’istanza presentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate. I suoi legali chiedono di poter svolgere nuovi accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora disponibili.

Uno dei punti indicati dalla difesa riguarda la traccia 31G20, dalla quale durante le indagini venne ricavato il profilo genetico attribuito a Ignoto 1 e poi ricondotto a Bossetti. I difensori intendono approfondire le modalità e la sequenza delle operazioni con cui quel materiale venne esaminato.

La seconda questione riguarda alcune tracce genetiche repertate sul giubbotto indossato da Yara. Secondo la difesa, potrebbero essere riconducibili a liquido seminale e meriterebbero ulteriori analisi con tecniche oggi disponibili. Si tratta di una tesi difensiva che dovrà essere valutata dai giudici insieme alla richiesta complessiva di nuovi accertamenti.

Negli anni scorsi la Corte aveva già consentito ai legali di prendere visione dei reperti, senza però autorizzarne una nuova analisi. La difesa ha inoltre ottenuto materiale fotografico ad alta risoluzione e altra documentazione tecnica relativa agli accertamenti eseguiti durante l’inchiesta.

Yara Gambirasio scomparve da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010. Il suo corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola. Bossetti fu arrestato nel giugno 2014 e successivamente condannato in via definitiva.

Durante l’udienza la parte civile ha chiesto di poter disporre della stessa documentazione esaminata dalla difesa e, insieme al pubblico ministero, si è opposta alla richiesta di nuove analisi. La Corte d’Assise dovrà ora stabilire se autorizzare gli ulteriori esami sui reperti.

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Massimo Bossetti chiede nuove analisi sul Dna e ribadisce la sua innocenza nel caso Yara Gambirasio Bossetti torna a esporsi pubblicamente dal carcere, chiedendo nuove analisi scientifiche sul Dna e ribadendo la propria innocenza nel delitto di Yara Gambirasio, tra ammissioni di bugie e richieste di confronto diretto con la famiglia della vittima.

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