Meta Muse, la memoria dell'IA si estende anche a chi non usa il servizio
Muse può organizzare informazioni su amici, parenti e colleghi dell’utente, anche quando queste persone non usano il servizio. La memoria dell’assistente di Meta amplia così il tema della privacy dalla singola persona alla sua rete di relazioni.
Il nuovo assistente personale di Meta non conserva soltanto preferenze, abitudini e richieste di chi lo utilizza. Muse può anche raccogliere e organizzare dettagli sulle persone che fanno parte della vita dell’utente, costruendo profili utili a ricordare rapporti, ricorrenze, interessi e questioni rimaste aperte.
Il funzionamento emerge da istruzioni interne esaminate dal ricercatore Karan Joshi. I documenti descrivono un sistema capace di creare schede dedicate a familiari, partner, amici e colleghi, associando a ciascuno informazioni conosciute, esperienze condivise e indicazioni sul tipo di relazione.
Tra gli elementi che Muse può tenere in memoria figurano date importanti, preferenze personali e fatti già emersi nelle conversazioni o nei servizi collegati. L’assistente può anche registrare il grado di vicinanza tra due persone e ricordare situazioni che potrebbero richiedere un seguito.
Un esempio è quello di un amico che deve sostenere un colloquio di lavoro. Muse potrebbe ricordare l’appuntamento e, nei giorni successivi, suggerire all’utente di chiedere come sia andato. Lo stesso principio può essere applicato a compleanni, anniversari e altri momenti rilevanti nei rapporti personali.
L’aspetto più delicato riguarda però chi non utilizza direttamente Muse. Le informazioni elaborate dall’assistente possono includere anche persone esterne al servizio, perché i dati possono arrivare attraverso contenuti forniti dall’utente o tramite applicazioni e strumenti collegati.
Testi, fotografie, video, documenti e calendari possono quindi contenere nomi e dettagli riferiti a terzi. Se un utente chiede all’assistente di gestire gli appuntamenti presenti nel proprio calendario, per esempio, tra le informazioni disponibili possono comparire anche i partecipanti a una riunione e altri elementi collegati all’evento.
Muse è stato presentato da Meta come un agente personale capace di svolgere attività per conto dell’utente, collegarsi a servizi esterni e portare avanti compiti articolati. Tra le funzioni indicate dall’azienda c’è anche quella di aiutare le persone a seguire meglio impegni, obiettivi e relazioni personali.
La memoria permanente non è una novità per gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale. In genere serve a evitare che l’utente debba ripetere le stesse informazioni in ogni conversazione. Nel caso di Muse, però, il sistema può estendere questa capacità alla rete sociale della persona che lo utilizza.
Le istruzioni prevedono comunque che l’assistente lavori soltanto con dati effettivamente disponibili. Quando manca un’informazione, la scheda dovrebbe restare incompleta invece di essere riempita con dettagli non conosciuti.
Resta così una questione legata alla quantità di dati necessari per rendere efficace questo tipo di funzione. Più l’assistente è in grado di ricordare persone, legami e momenti condivisi, più aumenta il patrimonio di informazioni personali che può organizzare anche su individui che non hanno scelto direttamente di utilizzare Muse.
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