Treviso, Alvise Nardelotto muore a 18 anni in moto: il ricordo del padre
Alvise Nardelotto aveva 18 anni e stava tornando verso casa quando la sua moto è rimasta coinvolta in un incidente in via Callalta, a Treviso. Il padre lo ricorda come un ragazzo solare e già impegnato nell’attività di famiglia.
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 3 ottobre in via Callalta, nel quartiere Fiera di Treviso, vicino all’incrocio con via Menghi. Alvise Nardelotto, studente di 18 anni residente poco distante, viaggiava in sella a una moto motard.
Secondo la ricostruzione della polizia locale, il giovane avrebbe urtato una vettura che lo precedeva e, dopo la caduta, sarebbe finito sulla corsia opposta. In quel momento sopraggiungeva un’altra automobile, che non sarebbe riuscita a evitarlo. I soccorritori del Suem 118 non hanno potuto salvargli la vita.
La strada è stata temporaneamente chiusa per permettere i rilievi e la messa in sicurezza dell’area. Gli accertamenti servono a definire con precisione la successione degli urti e tutti gli elementi della dinamica.
Alvise abitava a poca distanza dal luogo dell’incidente e negli ultimi tempi partecipava sempre più spesso alle attività della famiglia. Suo padre Stefano Nardelotto, imprenditore e titolare dello showroom Gallery Arredamenti, lo descrive come un figlio molto legato a lui e interessato a seguirne il percorso professionale.
Il diciottenne studiava da geometra a Treviso e affiancava allo studio un interesse concreto per il lavoro. Il giorno dell’incidente si era occupato di aprire lo showroom di Silea per consentire a un fotografo, amico della famiglia, di realizzare alcuni scatti all’interno del magazzino.
Il padre ha ricordato il rapporto stretto con il figlio e la soddisfazione nel vederlo avvicinarsi alle attività di famiglia. Alvise collaborava nel settore dell’arredamento e dell’immobiliare e conosceva già da vicino un lavoro condiviso da entrambi i genitori.
Fuori dagli impegni scolastici e professionali, coltivava numerose passioni. Amava i motori, lo sci, la montagna e le barche. Trascorreva spesso parte dei fine settimana a Cortina d’Ampezzo e con il padre condivideva anche l’interesse per la vela.
La famiglia e gli amici lo ricordano come un ragazzo socievole, espansivo e pieno di iniziativa. Aveva compiuto 18 anni a luglio e manteneva una vasta cerchia di amicizie. La moto arancione con cui si spostava era diventata una presenza abituale nelle sue giornate e nel quartiere in cui viveva.
Per Stefano Nardelotto la perdita è legata anche a un progetto familiare che stava prendendo forma. Il figlio, ha raccontato, voleva imparare il suo mestiere e partecipava con crescente interesse alla vita dell’azienda, accompagnandolo spesso e cercando occasioni per rendersi utile.
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