Marco Giallini, il dolore tornato anni dopo e la vita da padre dopo la morte di Loredana
Marco Giallini racconta il dolore riemerso anni dopo la morte della moglie Loredana e la vita da padre di due figli. Al Tropea Film Festival parla anche del lavoro, dell’ansia per i ragazzi e dei progetti che lo riportano sul set.
Per anni Marco Giallini ha trovato nella propria forza e nella responsabilità verso i figli il modo per andare avanti. Poi, a distanza di tempo dalla morte della moglie Loredana, quel dolore è tornato con un peso diverso. L’attore ne ha parlato durante il Tropea Film Festival, ripercorrendo in un’intervista a La Stampa una parte molto privata della sua vita.
Loredana è morta nel 2011, a 40 anni, per un’emorragia cerebrale. Una perdita improvvisa che lasciò Giallini solo con i due figli, Rocco e Diego, ancora giovani. In un primo momento l’attore reagì affidandosi soprattutto alla propria capacità di resistere. «Sono uno che si tira su, ho fatto appello alla mia forza», ha raccontato.
Quella reazione, però, non ha cancellato ciò che era accaduto. Anni dopo, ha spiegato Giallini, la sofferenza che aveva cercato di tenere sotto controllo è riemersa. «A un certo punto, qualche anno fa, quella forza mi ha un po' mollato», ha confidato. Il momento più difficile è arrivato quando il dolore accumulato è tornato improvvisamente a farsi sentire.
«Ero giù, mi era risalito su tutto, è arrivata all'improvviso la botta che prima avevo cercato di non avvertire», ha detto l’attore. Oggi descrive quella fase come superata e racconta di avere ritrovato un equilibrio. «Adesso sto molto meglio, sono tornato in pista».
Una parte decisiva della sua vita resta legata ai figli, cresciuti con il sostegno della famiglia. Giallini guarda con orgoglio al loro percorso e al modo in cui si sono avvicinati, entrambi, al mondo del cinema. Uno ha scelto la recitazione, l’altro lavora dietro la macchina da presa come assistente alla regia.
Il padre, però, continua a vivere con una forte apprensione ogni volta che i ragazzi escono di casa. Ha ammesso di preoccuparsi immediatamente, anche quando cerca di non mostrarlo. Una tensione che riconduce direttamente a ciò che ha vissuto e che, nelle sue parole, non è mai scomparsa del tutto.
Proprio per questa ragione ha deciso anche di mettere temporaneamente da parte la motocicletta, una delle sue grandi passioni. La scelta nasce da una promessa fatta ai figli e dalla consapevolezza dei rischi. La preoccupazione, ha osservato, è reciproca, perché anche loro temono per lui quanto lui teme per loro.
Nel lavoro, intanto, gli impegni continuano. Giallini è coinvolto nel nuovo film diretto da Rolando Ravello e tornerà a recitare accanto a Valerio Mastandrea in Buttafuori. Tra i progetti annunciati figurano anche FolleMente 2 e una nuova stagione di Rocco Schiavone, personaggio al quale l’attore si dice profondamente legato.
Restano solidi anche alcuni rapporti costruiti sul set e diventati negli anni legami personali. Giallini considera Carlo Verdone una figura vicina a quella di un fratello maggiore, mentre con Mastandrea condivide un’amicizia che va oltre il lavoro. L’attore romano è inoltre padrino di suo figlio Rocco.
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