Macerata, cade mentre evita il cane del vicino: risarcimento da oltre 112mila euro
Un operaio di Macerata riceverà oltre 112mila euro dopo una caduta provocata dalla corsa del cane del vicino. Il giudice ha riconosciuto la responsabilità del proprietario anche senza un contatto fisico diretto con l’animale.
Il Tribunale civile di Macerata ha riconosciuto a un operaio un risarcimento complessivo di 112.066 euro per le conseguenze di una caduta avvenuta il 23 aprile 2020, durante il periodo del lockdown. La vicenda è stata riportata da Il Corriere Adriatico. Al proprietario del cane sono state inoltre addebitate circa 7.000 euro di spese di lite.
L’episodio risale alle 15.30. L’uomo si trovava all’esterno della propria abitazione insieme alla moglie e alla cognata quando un American Staffordshire Terrier del vicino uscì da un portone rimasto socchiuso. L’animale, privo di guinzaglio e museruola, si diresse di corsa verso l’operaio, che arretrò per evitarlo e perse l’equilibrio, finendo sull’asfalto.
La caduta gli provocò una frattura composta del polso e una lussazione del gomito sinistro. Seguì un lungo periodo di malattia e, successivamente, la perdita del posto di lavoro. Assistito dall’avvocato Francesco Mantella, l’operaio avviò quindi una causa civile contro il proprietario dell’animale.
La difesa del vicino aveva sostenuto che il cane si fosse avvicinato con intenzioni amichevoli e che l’uomo fosse caduto dopo essere inciampato in un cordolo mentre arretrava. I testimoni presenti hanno però riferito che l’incidente si verificò in mezzo alla strada, escludendo che il cordolo fosse stato la causa della caduta.
Il giudice ha ritenuto responsabile il proprietario del cane anche in assenza di un contatto fisico diretto tra l’animale e l’operaio. Per escludere la responsabilità sarebbe stato necessario dimostrare l’esistenza di un caso fortuito imprevedibile ed eccezionale, circostanza che nel procedimento non è risultata provata.
La richiesta iniziale dell’operaio ammontava a 235.500 euro. L’uomo aveva collegato la perdita del lavoro alle conseguenze dell’incidente, spiegando di non essere più idoneo alla propria mansione e di non essere stato ricollocato dal datore di lavoro. Il consulente nominato dal giudice ha riconosciuto un’incidenza dei postumi sulla capacità lavorativa specifica, precisando però che il giudizio di inidoneità assoluta dipendeva anche da altri fattori.
Il Tribunale ha quindi rideterminato l’importo complessivo. Per il danno biologico e morale, con un’invalidità permanente dell’11%, sono stati riconosciuti 35.906 euro; altri 1.787 euro coprono le spese sanitarie. Il danno patrimoniale e il lucro cessante sono stati invece quantificati complessivamente in 74.373 euro.
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