Garlasco, la difesa di Stasi annuncia un nuovo elemento e si riapre il nodo dei test sulla bici

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La difesa di Alberto Stasi annuncia un nuovo elemento che, secondo l’avvocata Giada Bocellari, potrebbe avere rilievo negli sviluppi del caso Garlasco. Intanto si apre uno scontro tra consulenti sui test del 2007 ai pedali della bici.

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Un nuovo elemento, distinto dagli accertamenti svolti nel 2007, è ora nelle mani della difesa di Alberto Stasi. A riferirlo è stata l’avvocata Giada Bocellari durante Omnibus, su La7, parlando degli sviluppi legati all’omicidio di Chiara Poggi e alla nuova indagine della Procura di Pavia che vede Andrea Sempio indagato.

Bocellari ha mantenuto il riserbo sul contenuto del materiale, limitandosi ad anticipare che si tratta di uno degli elementi oggi a disposizione della difesa e che, a suo giudizio, potrebbe avere un forte impatto. La legale ha precisato che non riguarda le indagini compiute nel 2007, senza aggiungere ulteriori particolari.

L’annuncio arriva mentre proseguono gli approfondimenti sui risultati delle analisi effettuate all’epoca sui pedali della bicicletta di Stasi. Dopo un primo esame che aveva restituito un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi, sono tornati all’attenzione due successivi risultati negativi. La questione riguarda anche il percorso seguito da quei dati e il fatto che non risultino confluiti negli atti processuali.

Su questo punto è nato inoltre uno scontro tra alcuni dei consulenti coinvolti nel caso. Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, che avevano lavorato per la difesa di Stasi, hanno contestato le dichiarazioni del genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, annunciando l’intenzione di tutelarsi nelle sedi competenti.

Avato e Fabbri negano di essere stati informati nel settembre 2007 dell’esistenza dei due esiti negativi relativi al campione prelevato dal pedale. Secondo la loro ricostruzione, durante il procedimento avrebbero avuto a disposizione soltanto il tracciato di confronto riferito a Chiara Poggi e quello positivo ottenuto dal pedale il 19 settembre 2007.

I due consulenti sostengono inoltre di avere appreso dei risultati negativi soltanto attraverso i recenti sviluppi della vicenda. A sostegno della loro posizione ricordano che quegli esiti non sarebbero comparsi nel fascicolo processuale, nelle consulenze dell’epoca né nella documentazione successivamente trasmessa ai periti nominati dal giudice.

Avato e Fabbri hanno fatto sapere di voler chiedere alla Procura di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti, con l’obiettivo di chiarire quando i risultati delle analisi fossero disponibili e chi ne fosse effettivamente a conoscenza.

Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, confermata dalla Cassazione nel dicembre 2015. La nuova inchiesta aperta a Pavia procede invece su un distinto filone investigativo e coinvolge Andrea Sempio, mentre gli accertamenti sui vecchi reperti continuano a essere riesaminati.

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