Jotunheimen, dal ghiaccio emergono 48 frecce preistoriche fino a 6.000 anni fa
Il ritiro del ghiaccio nelle montagne norvegesi di Jotunheimen ha riportato alla luce 48 frecce preistoriche. La più antica potrebbe avere fino a 6.000 anni, mentre gli archeologi accelerano i recuperi prima del degrado.
Tre settimane di ricerche sulle montagne di Jotunheimen, nel sud della Norvegia, hanno restituito agli archeologi una raccolta eccezionale di reperti rimasti protetti dal ghiaccio per millenni. Nella zona di Kvitingskjølen sono state recuperate 48 frecce preistoriche appartenenti a periodi molto diversi, dall'Età della Pietra fino a epoche più recenti.
Tra i ritrovamenti spicca una freccia con punta in ardesia e frammenti del fusto in legno, la cui età è stimata tra 5.000 e 6.000 anni. Altri esemplari mostrano tecniche e materiali differenti, con punte in osso e ferro. È stata rinvenuta anche una freccia di circa 3.600 anni fa realizzata utilizzando il guscio di una cozza d'acqua dolce.
Le ricerche del 2026 si sono concentrate nelle aree di Langfonne, Storefonne e Hanklefonne. Il progressivo arretramento del ghiaccio sta rendendo accessibili livelli sempre più antichi, permettendo di recuperare oggetti che in condizioni normali difficilmente si sarebbero conservati. Legno, pelle, tessuti e altri materiali organici possono infatti sopravvivere per migliaia di anni quando restano congelati.
In vent'anni di attività archeologica nell'area sono stati individuati 73 siti e recuperati più di 5.000 reperti. Accanto alle armi da caccia sono emersi nel tempo vestiti, scarpe, utensili e altri oggetti che documentano la frequentazione delle montagne e le attività svolte dalle popolazioni del passato.
Il ritiro del ghiaccio, però, rende il lavoro sempre più urgente. Una volta esposti all'aria, alla luce e agli agenti atmosferici, molti reperti organici iniziano rapidamente a deteriorarsi. Gli studiosi stimano che parte del ghiaccio presente nei siti archeologici esaminati possa scomparire completamente entro circa vent'anni, restringendo la finestra disponibile per individuare, documentare e mettere in sicurezza gli oggetti ancora nascosti.