Mari italiani più caldi, all'Elba anomalia di quasi 5 gradi e 68 giorni di ondata
L’estate 2026 ha lasciato nei mari italiani un surplus di calore eccezionale. In sei aree monitorate le anomalie hanno sfiorato i 5 gradi e il calore accumulato può aumentare l’energia disponibile per piogge intense ed eventi estremi in autunno.
Le prime rilevazioni sull’estate 2026 mostrano temperature marine particolarmente elevate in diverse zone delle coste italiane. L’analisi riguarda sei delle 14 aree comprese nel progetto Mare Caldo, dedicato al monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini.
Da maggio sono state registrate ripetute ondate di calore marine all’Isola d’Elba e nelle Aree Marine Protette di Portofino, Miramare, Isole Tremiti, Plemmirio e Ustica. Nel complesso, le temperature superficiali del mare durante l’estate sono risultate superiori di circa un grado rispetto al 2025, con le fasi più intense concentrate tra giugno e agosto.
Il dato più elevato arriva dall’Isola d’Elba, dove un’ondata di calore marina è proseguita per 68 giorni. Nel momento di massima intensità, la temperatura superficiale ha raggiunto un’anomalia di 4,95 gradi rispetto alla media climatologica degli ultimi trent’anni.
Valori molto alti sono stati osservati anche in altri settori dei mari italiani. Nell’Area Marina Protetta di Miramare, nell’Alto Adriatico, il picco ha raggiunto +4,63 gradi. A Ustica l’anomalia è arrivata a +4,54 gradi, mentre nell’Area Marina Protetta di Portofino è stata misurata una differenza di +4,36 gradi.
Il monitoraggio ha preso in considerazione sia la temperatura superficiale del mare sia l’andamento termico lungo la colonna d’acqua. L’elaborazione ha combinato le rilevazioni disponibili con i dati del modello Med-Physics del Copernicus Marine Service, con il contributo scientifico di Riccardo Martellucci dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.
Un mare più caldo può avere conseguenze anche oltre la stagione estiva. L’energia e l’umidità trasferite all’atmosfera possono infatti contribuire, quando si verificano le condizioni meteorologiche favorevoli, a rendere più intensi temporali e precipitazioni. Il calore accumulato nel Mediterraneo rappresenta quindi uno degli elementi da osservare durante i mesi autunnali.
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