Centrosinistra, Conte apre al nome terzo ma ora indica le primarie come strada

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Giuseppe Conte dice di aver proposto un nome terzo per guidare il centrosinistra, senza ottenere aperture. Ora il percorso si sposta sulle primarie, mentre Pd, M5s e Avs preparano il confronto su programma e alleanze comuni.

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La scelta del candidato premier del centrosinistra sembra avviarsi verso le primarie. Giuseppe Conte ha raccontato di aver messo sul tavolo anche un’altra soluzione, basata sull’individuazione di una figura condivisa diversa sia dal presidente del Movimento 5 stelle sia dalla segretaria del Pd Elly Schlein. L’ipotesi, secondo quanto riferito dallo stesso Conte durante la presentazione del libro “La principessa” di David Tozzo, non avrebbe però trovato disponibilità tra gli alleati.

Il leader del M5s, intervenuto sul palco insieme a Nicola Fratoianni, ha spiegato di essersi dichiarato disponibile fin dall’inizio a concordare un terzo nome, sostenendo di non voler subordinare la scelta della leadership alle ambizioni personali. Quella possibilità, ha aggiunto, non è stata poi concretamente percorsa.

La posizione espressa da Schlein nei mesi scorsi era stata differente. La segretaria democratica aveva escluso la ricerca di una figura esterna chiamata a federare la coalizione, indicando come alternative le primarie oppure la leadership affidata all’esponente del partito più votato all’interno dell’alleanza.

Conte considera ormai le primarie il passaggio con cui confrontarsi. Il tema entra così nella fase politica che precede la definizione del programma comune e delle regole con cui il centrosinistra dovrà presentarsi alle elezioni del 2027. Il Pd ha avviato il percorso interno che porterà anche all’assemblea nazionale del 18 ottobre, mentre Avs prepara per la stessa data la presentazione delle proprie proposte programmatiche.

Un altro passaggio è atteso l’8 ottobre con il voto finale sulla legge elettorale. Il nuovo impianto prevede per le coalizioni l’indicazione di un candidato alla presidenza del Consiglio, rendendo più urgente una decisione sulla guida dello schieramento. Prima della scelta definitiva, però, i partiti intendono affrontare il confronto sui contenuti.

Tra i nodi c’è anche la partecipazione delle forze centriste. Schlein ha aperto al loro coinvolgimento, ma resta da definire chi siederà al tavolo e con quale ruolo. Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha riferito che il suo partito ha offerto la disponibilità a lavorare a una lista unitaria, senza aver ricevuto finora riscontri concreti.

Angelo Bonelli, per Avs, ha sollecitato un’accelerazione da parte di Schlein e Conte. Avrebbe preferito un’intesa politica sulla leadership, ma in assenza di un accordo considera le primarie una soluzione da organizzare in tempi rapidi.

Il confronto programmatico parte da alcuni terreni sui quali le opposizioni hanno già lavorato insieme, dalla sanità al lavoro fino ai diritti. Più complesso resta il dossier Ucraina. Conte ha ribadito la contrarietà del Movimento 5 stelle alla prosecuzione dell’invio di armi, una posizione che dovrà essere conciliata con quelle degli altri soggetti della coalizione.

Resta aperta anche la questione della rappresentanza dell’area centrista. La presenza di Matteo Renzi al tavolo incontra resistenze nel M5s e in Avs, mentre Italia Viva valuta di affidare il confronto alle capogruppo Raffaella Paita e Maria Elena Boschi.

Anche Goffredo Bettini, dirigente del Pd, considera le primarie l’esito più probabile. Pur giudicandole poco naturali in un sistema prevalentemente proporzionale, ha osservato che l’ipotesi di una personalità capace di rappresentare unitariamente la coalizione non appare al momento praticabile. Per questo ha indicato la necessità, qualora si scelga definitivamente questa strada, di organizzare la consultazione senza rinvii.

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