Garlasco, la consulenza Cattaneo finisce sotto esame per un possibile nodo procedurale
Nel nuovo fascicolo sul delitto di Garlasco si apre un confronto sulla consulenza di Cristina Cattaneo. La difesa di Andrea Sempio valuta possibili eccezioni procedurali sugli esami svolti su reperti biologici già analizzati.
Un nuovo fronte potrebbe aprirsi nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. I difensori di Andrea Sempio stanno esaminando anche gli aspetti procedurali della consulenza affidata dalla Procura di Pavia alla medico legale Cristina Cattaneo, con particolare attenzione agli approfondimenti effettuati su alcuni reperti biologici della vittima.
Il punto riguarda la possibilità che determinate verifiche dovessero essere precedute da un avviso alle parti, qualora fossero considerate attività irripetibili. Al momento si tratta di una questione giuridica da valutare e non di una nullità già accertata. Nella propria relazione, Cattaneo ha invece qualificato gli esami svolti come ripetibili e ha richiamato l'articolo 359 del codice di procedura penale.
Tra il materiale consegnato alla consulente figurano due frammenti di tessuto biologico, capelli, urina, contenuto gastrico e un campione di bile conservato nell'unità di tossicologia forense del Dipartimento di medicina legale di Pavia. Si tratta di reperti già sottoposti ad accertamenti nelle precedenti fasi giudiziarie sulla morte della ventiseienne.
L'autorizzazione al ritiro e alla consegna dei reperti risale al 29 settembre 2025. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano furono incaricati di prelevare il materiale destinato ai nuovi approfondimenti medico-legali, successivamente confluiti nella documentazione dell'inchiesta su Sempio.
Una parte degli accertamenti ha riguardato il contenuto gastrico di Chiara Poggi, già esaminato nel 2009 nell'ambito di una perizia disposta dal giudice Stefano Vitelli e affidata a Lorenzo Varetto. Cattaneo ha effettuato nuove osservazioni con microscopio ottico ed elettronico a scansione, precisando nella relazione che le procedure non avrebbero compromesso quantità e integrità del reperto.
Le analisi consentono di ricavare indicazioni sugli alimenti ingeriti dalla vittima, ma non permettono, in assenza di un orario certo della colazione del 13 agosto 2007, di stabilire con precisione quanto tempo fosse trascorso dall'assunzione del cibo.
Gli approfondimenti hanno interessato anche campioni di cute e osso, blocchetti in paraffina, vetrini e capelli. Secondo le conclusioni medico-legali depositate, l'aggressione si sarebbe sviluppata nell'arco di decine di minuti e Chiara avrebbe compiuto atti di difesa almeno passiva, senza poter escludere una reazione attiva.
Gli esami immunoistochimici eseguiti dal co-consulente Biagio Eugenio Leone collocano inoltre la morte in un intervallo compreso indicativamente tra 15 e 30 minuti dopo i colpi, con la possibilità che il periodo si sia esteso fino a circa un'ora.
Dopo la nuova chiusura delle indagini, i legali di Andrea Sempio possono presentare memorie e controdeduzioni alla Procura di Pavia. In questa fase potrebbero quindi essere sollevate anche contestazioni sul metodo seguito per gli accertamenti, prima delle successive determinazioni dei pubblici ministeri sulla posizione dell'indagato.
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