Commissione Covid, sotto esame un compenso da 454mila euro per la consulenza sulle mascherine
Le dichiarazioni rese in Commissione Covid riaccendono l’attenzione su un compenso da 454mila euro legato alla fornitura di mascherine durante la pandemia. Secondo un testimone, la consulenza avrebbe riguardato verifiche documentali e una lettera per sollecitare un pagamento.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid è tornata a occuparsi delle forniture di mascherine effettuate durante l’emergenza sanitaria del 2020. Al centro dell’audizione di questa mattina alcune informazioni relative a un incarico professionale che avrebbe comportato un compenso di 454mila euro.
Davanti ai parlamentari è intervenuto Marco Spadaccioli, dipendente della società Adaltis Srl, chiamato a fornire chiarimenti sulle attività svolte nell’ambito della vicenda. Le domande si sono concentrate sulle prestazioni che avrebbero giustificato il pagamento della consulenza.
Secondo quanto riferito dal testimone, il lavoro svolto sarebbe stato riconducibile principalmente alla verifica della documentazione necessaria prima del caricamento degli atti e alla predisposizione di una comunicazione inviata per richiedere il pagamento di somme ancora non incassate.
“Possono essere stati pagati solamente per l’attività di controllo dei documenti prima di caricarli e per, credo, la lettera che hanno scritto quando non ricevevamo l’incasso. Non vedo altre attività oltre a queste”, ha dichiarato Spadaccioli nel corso dell’audizione.
L’indagine della Commissione prosegue con l’obiettivo di ricostruire procedure, incarichi e rapporti professionali collegati alla gestione delle forniture di dispositivi di protezione durante i mesi più difficili della pandemia.
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