Inflazione e conti pubblici, Meloni chiede più flessibilità Ue nella lettera a von der Leyen
L’inflazione più alta delle previsioni cambia i conti su pensioni, assegno unico e spesa pubblica. Giorgia Meloni ha scritto a Ursula von der Leyen chiedendo che l’Unione europea tenga conto del nuovo quadro nei vincoli di bilancio.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il 1° ottobre di aver inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere che l’aumento dell’inflazione rispetto alle previsioni venga considerato nella valutazione dei conti pubblici degli Stati membri. La questione, ha spiegato durante l’evento per gli 80 anni della Cna, riguarda anche gli effetti automatici dell’aumento dei prezzi su alcune voci di spesa.
Meloni ha citato in particolare pensioni e assegno unico, sostenendo che un livello dei prezzi superiore a quello utilizzato nelle stime iniziali modifica il quadro finanziario sul quale erano stati costruiti i parametri. Il governo intende portare il tema anche nelle prossime riunioni dell’Ecofin e del Consiglio europeo.
La richiesta si affianca al dossier sulla flessibilità europea per affrontare il caro energia. La premier ha ricordato i 14 miliardi di euro ottenuti attraverso i margini concessi dalle regole europee, risorse che l’esecutivo punta a impiegare per ridurre in modo più stabile il costo dell’energia, soprattutto per le imprese.
Nel suo intervento Meloni ha inoltre quantificato in circa 60 miliardi di euro gli stanziamenti messi in campo negli ultimi anni contro il rincaro dell’energia, richiamando l’ampliamento del bonus sociale e gli interventi destinati alle aziende. Sul fronte dei carburanti il governo è intervenuto anche con riduzioni temporanee delle accise e con il successivo meccanismo delle accise mobili.
Tra le misure approvate a settembre figura anche l’esenzione dal bollo nel 2027 per un veicolo fino a 80 kW per cittadino e per i motoveicoli, con l’obiettivo dichiarato dal governo di rendere successivamente strutturale l’intervento. La misura riguarda oltre 13 milioni di auto, alle quali si aggiungono circa 1,1 milioni di motoveicoli.
Meloni ha infine richiamato l’appello rivolto alle compagnie energetiche per contribuire a contenere i prezzi alla pompa. Eni, Socar e Q8 hanno annunciato iniziative sul costo dei carburanti e, il 1° ottobre, la premier ha indicato anche Tamoil tra le società che hanno aderito. Secondo Meloni, gli interventi di emergenza devono essere accompagnati da soluzioni nazionali ed europee di più lungo periodo.
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