Von der Leyen lancia l'allarme sui costi della guerra in Iran per l'Ue e chiede più energia pulita
Ursula von der Leyen avverte che la guerra in Iran pesa sull’Europa a causa dell’aumento dei costi energetici, con una spesa extra di circa 500 milioni al giorno e ripercussioni destinate a durare nel tempo.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha messo in guardia il Parlamento europeo sugli effetti economici del conflitto in Medio Oriente, iniziato due mesi fa. Secondo la leader dell’esecutivo Ue, l’impatto sui mercati energetici rischia di protrarsi a lungo, aggravando una situazione già segnata da recenti crisi.
Nei primi sessanta giorni di guerra, l’Unione europea ha registrato una spesa aggiuntiva di 27 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili. Il costo giornaliero si aggira intorno ai 500 milioni di euro, un dato che evidenzia la vulnerabilità del sistema energetico europeo di fronte a tensioni internazionali.
Von der Leyen ha sottolineato come la dipendenza dalle forniture estere rappresenti un punto debole. La risposta, secondo Bruxelles, passa da un rafforzamento della produzione interna di energia, puntando su fonti rinnovabili e nucleare. I Paesi che già utilizzano una quota elevata di energia a basse emissioni, come la Svezia, risultano infatti meno esposti alle oscillazioni dei prezzi del gas.
La strategia proposta si articola su tre direttrici. La prima riguarda il coordinamento tra gli Stati membri nella gestione delle riserve energetiche, compresi gas e carburanti, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’uso delle scorte e aumentare la capacità produttiva delle raffinerie europee.
Il secondo punto prevede interventi mirati per sostenere famiglie e imprese più fragili, evitando misure generalizzate che rischiano di gonfiare la domanda di combustibili fossili. Durante la precedente crisi, gran parte dei fondi è stata impiegata senza una destinazione precisa, con effetti pesanti sui bilanci pubblici.
Infine, la Commissione punta a ridurre i consumi attraverso efficienza energetica, elettrificazione e tecnologie digitali. Von der Leyen ha ricordato che, nonostante i progressi, l’elettricità rappresenta ancora meno di un quarto dei consumi energetici europei, una quota inferiore rispetto a Stati Uniti e Cina.
Nel suo intervento, la presidente ha anche confermato lo sblocco di un prestito da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, con una prima tranche da 45 miliardi in arrivo entro il trimestre. Parallelamente, l’Unione ha approvato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che secondo Bruxelles stanno incidendo sull’economia del Paese.
Von der Leyen ha evidenziato come l’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse stia colpendo direttamente i cittadini russi, mentre il Cremlino reagisce limitando l’accesso a internet e alla comunicazione. Un segnale, ha osservato, di un progressivo isolamento che ricorda nuove barriere digitali.
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