Melissa Satta torna al cinema, in C-14 Sindone è la dark lady accanto a Raoul Bova
Melissa Satta torna al cinema in C-14 Sindone con un ruolo lontano dalla sua immagine televisiva. Nel thriller con Raoul Bova interpreta Lucrezia, figura oscura coinvolta nel mistero di un medaglione legato alla Sacra Sindone.
Un personaggio inedito, costruito su atmosfere cupe e molto distante dalle apparizioni televisive che l’hanno resa popolare. Melissa Satta è tra gli interpreti di C-14 Sindone, il thriller diretto da Antonello Belluco che riunisce nel cast anche Raoul Bova, Ludovica Martino, Francesco Arca e Giancarlo Giannini.
Come raccontato dal Settimanale Chi, Satta veste i panni di Lucrezia, una figura oscura della storia. Per prepararsi al ruolo ha lavorato per mesi sul copione e sul set appare con abiti neri e un’immagine particolarmente severa, fino a indossare un passamontagna in alcune sequenze. Il film segna per lei un nuovo passaggio sul grande schermo.
La vicenda è ambientata nel 2033, nel periodo in cui il Vaticano si prepara a una nuova ostensione della Sacra Sindone. A mettere in moto gli eventi è il ritrovamento di un medaglione d’oro sul quale compare il volto di Cristo, identico a quello associato all’immagine impressa sul telo conservato a Torino.
Raoul Bova interpreta Tommaso Luraghi, docente universitario ed esperto di sindonologia rimasto ai margini del mondo accademico. A coinvolgerlo nella ricerca è Giorgia Giani, giovane ricercatrice interpretata da Ludovica Martino. Il reperto diventa rapidamente l’obiettivo di gruppi e personaggi mossi da interessi economici, rivalità e segreti.
Le riprese hanno interessato diverse località italiane. Una delle prime ambientazioni è stata la Diesel Farm sulle colline di Marostica, tenuta legata a Renzo Rosso, dove la villa è stata utilizzata come abitazione del protagonista. La lavorazione ha poi coinvolto altre zone del Veneto e della Puglia.
C-14 costruisce così la propria trama attorno al confronto tra ricerca scientifica, fede e poteri nascosti, affidando a Bova e Martino il nucleo principale della storia. Per Melissa Satta, invece, il film rappresenta soprattutto l’occasione di misurarsi con un personaggio più duro e ambiguo rispetto ai ruoli e alle esperienze che hanno caratterizzato finora la sua carriera.
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