Carcere di Pisa, protesta rientrata all'alba dopo barricate e dirette social
La protesta nel carcere Don Bosco di Pisa si è conclusa all’alba senza ricorso alla forza e, secondo le prime informazioni, senza feriti. I detenuti si erano barricati in un reparto dopo il ritrovamento di presunti dispositivi nelle celle.
È tornata la calma nella Casa circondariale Don Bosco di Pisa dopo una protesta durata circa dodici ore. La situazione si è risolta intorno alle 6.30 del mattino, senza un intervento con la forza e, secondo le prime informazioni disponibili, senza persone ferite.
L’agitazione era cominciata nella serata del 30 settembre, quando alcune decine di detenuti di un reparto avevano occupato gli spazi interni impedendo l’accesso alla Polizia penitenziaria. Per ostacolare il passaggio degli agenti erano state predisposte barricate e sarebbe stato anche versato dell’olio sul pavimento, rendendo alcuni percorsi scivolosi e aumentando il rischio di incendio.
Durante le ore di tensione alcuni detenuti avrebbero utilizzato telefoni cellulari detenuti illegalmente per riprendere quanto accadeva all’interno dell’istituto. Una delle dirette è stata trasmessa su TikTok e mostrava le barricate e gli agenti schierati in tenuta antisommossa, separati dai detenuti da un’inferriata lungo una scala di collegamento tra i piani.
Secondo le ricostruzioni disponibili, nel corso della notte potrebbero essere stati utilizzati anche lacrimogeni. I detenuti, durante le trasmissioni sui social, hanno inoltre sostenuto di essere stati colpiti con manganelli, circostanza che rientra nelle loro dichiarazioni e non risulta accertata in modo indipendente.
Alla base della protesta ci sarebbe stata la scoperta nelle celle di apparecchi elettronici destinati ad attività investigative. Alcuni reclusi hanno parlato di presunte microspie e di altri dispositivi di registrazione, sostenendo di averli trovati dopo essere rientrati negli ambienti detentivi.
Dopo una notte di trattative e tensione, il reparto è infine tornato sotto controllo nelle prime ore del mattino. Restano da chiarire nel dettaglio le modalità con cui si sono svolti i disordini e le circostanze legate ai dispositivi rinvenuti nelle celle.
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