Brexit, Burnham riapre il dossier Ue: tra le opzioni anche il ritorno del Regno Unito
Andy Burnham rimette sul tavolo il futuro europeo del Regno Unito e apre anche all’ipotesi di un ritorno nell’Unione. Il premier promette diverse opzioni prima del vertice Ue-Regno Unito, mentre Macron accoglie con favore il possibile rientro.
Il governo britannico valuterà più strade per ridefinire i rapporti con Bruxelles, senza escludere un futuro rientro nell’Unione europea. Andy Burnham ha indicato tra le possibilità anche il ritorno al mercato unico o a un’unione doganale, oltre al mantenimento degli accordi attuali.
La posizione segna un cambio di tono nel dibattito britannico sulla Brexit. Intervenendo al congresso annuale del Labour a Liverpool, il primo ministro ha affermato che l’uscita dall’Ue ha prodotto «più danni che benefici» e ha annunciato che illustrerà al Paese le alternative per costruire un rapporto di lungo periodo con i partner europei.
Burnham non ha però indicato il ritorno nell’Unione come una decisione già presa. Nelle interviste successive al congresso ha spiegato che il governo dovrà valutare vantaggi, svantaggi e fattibilità delle diverse ipotesi. Anche l’eventualità di un nuovo referendum resta lontana e non è stata fissata alcuna scadenza.
Un passaggio importante sarà il vertice tra Regno Unito e Unione europea previsto a novembre. Burnham intende utilizzare l’appuntamento anche per avanzare i negoziati su industria, commercio e immigrazione e per definire con maggiore chiarezza quale grado di integrazione Londra sia disposta ad accettare.
Da Madrid è arrivata una prima apertura politica. Emmanuel Macron ha definito una possibile scelta britannica di rientrare nell’Ue una buona notizia, mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che la Spagna accoglierebbe il Regno Unito «a braccia aperte». Il presidente francese ha però precisato che Londra non potrebbe scegliere soltanto le parti dell’integrazione europea considerate più convenienti.
Il tema riporta così nel confronto politico britannico una questione che il Labour aveva escluso nel programma elettorale del 2024, quando aveva promesso di restare fuori dall’Unione europea, dal mercato unico e dall’unione doganale. La nuova discussione riguarda ora quale rapporto stabile costruire con quello che Burnham ha indicato come il principale mercato del Regno Unito.
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