Principe Harry, il ritorno nel Regno Unito riapre il nodo sicurezza per Archie e Lilibet
Il principe Harry torna nel Regno Unito con Meghan e i figli Archie e Lilibet e riapre il confronto sulla sicurezza della famiglia. Il nodo riguarda la protezione durante gli spostamenti quotidiani e i costi di un’eventuale scorta pubblica.
Il rientro del principe Harry e di Meghan Markle nel Regno Unito con i figli Archie e Lilibet riporta in primo piano una questione che accompagna da anni il Duca di Sussex: il livello di protezione da garantire alla sua famiglia sul territorio britannico.
Dopo la rinuncia agli incarichi da membri senior della famiglia reale nel 2020, Harry non beneficia più automaticamente dello stesso sistema di sicurezza previsto per i reali impegnati nelle funzioni istituzionali. La protezione viene valutata sulla base del rischio e delle circostanze dei singoli soggiorni o spostamenti.
Le preoccupazioni del principe riguardano anche i limiti delle squadre di sicurezza private nel Regno Unito. Gli addetti alla protezione personale non dispongono degli stessi poteri operativi della polizia e non possono portare armi da fuoco come gli agenti autorizzati. Harry ritiene che questa differenza possa incidere sulla capacità di affrontare eventuali minacce.
Il tema diventa ancora più delicato con l'inizio della vita scolastica britannica di Archie, 7 anni, e Lilibet, 5. I due bambini sono stati iscritti a scuole nel Regno Unito e la famiglia si è stabilita in una residenza privata fuori Londra. La stampa britannica ha indicato i Cotswolds tra le aree scelte dai Sussex.
Gli spostamenti verso la scuola, caratterizzati da orari e percorsi relativamente prevedibili, rappresentano uno degli aspetti che alimentano le richieste di maggiori garanzie. Per Harry la questione non riguarda quindi soltanto la propria incolumità o quella di Meghan, ma anche la gestione della quotidianità dei figli.
Il Duca di Sussex ha già affrontato una lunga controversia con le autorità britanniche sulle modalità con cui viene decisa la sua protezione. La sua posizione è legata all'elevata esposizione pubblica, alla sua appartenenza alla famiglia reale e alle minacce ricevute negli anni. Le autorità sostengono invece che ogni misura debba essere determinata attraverso valutazioni professionali del rischio.
Una relazione commissionata dalla sicurezza privata di Harry e resa nota nei mesi scorsi ha indicato l'esistenza di minacce considerate rilevanti nei suoi confronti. Il documento sottolineava inoltre come una squadra privata, non potendo essere armata nel Regno Unito, disponga di strumenti diversi rispetto a quelli garantiti dalla protezione della polizia.
Resta aperto anche il problema dei costi. Un sondaggio condotto nel Regno Unito ha mostrato che il 71% degli intervistati è contrario a una protezione interamente finanziata dal governo, mentre l'87% ritiene che tutte o gran parte delle spese dovrebbero essere sostenute con risorse private dei Sussex.
Il governo britannico non ha fornito dettagli sulle misure predisposte per il ritorno della famiglia, definendo gli accordi sulla sicurezza una questione privata. La decisione sull'eventuale impiego di protezione pubblica continua quindi a dipendere dalla valutazione del livello di minaccia e dalle procedure previste per le personalità considerate a rischio.
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