Sylvester Stallone, il prezzo del fisico di Rocky tra bulimia, steroidi e operazioni

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Sylvester Stallone racconta il prezzo pagato per il fisico di Rocky e Rambo. A 80 anni rivela bulimia, uso di steroidi e numerosi interventi, ricordando che l’ossessione per la forma estrema gli ha lasciato conseguenze durature.

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Per anni il corpo è stato parte integrante dei personaggi che lo hanno reso una delle icone del cinema d’azione. Oggi Sylvester Stallone, a 80 anni, guarda a quella trasformazione con una prospettiva diversa e racconta quanto sia costato inseguire una forma fisica sempre più estrema.

La svolta arrivò soprattutto durante la preparazione dei sequel di Rocky e dei film di Rambo. Se il pugile era nato con l’aspetto di un uomo comune, con il passare degli anni Stallone iniziò a modificarne sempre di più il fisico. Per Rambo cercò invece una figura più agile, atletica e selvaggia, lontana dalla massa muscolare che caratterizzava altri protagonisti del cinema d’azione dell’epoca.

La ricerca di quel risultato finì però per diventare un’ossessione. Durante le riprese di Rocky III, uscito nel 1982, Stallone arrivò a dichiarare una percentuale di grasso corporeo del 2,6%. Nello stesso periodo sviluppò un rapporto profondamente problematico con il cibo, fino alla bulimia, nel tentativo di mantenere quella condizione fisica.

L’attore ha inoltre ammesso di aver fatto uso di steroidi durante gli anni in cui doveva conservare a lungo una muscolatura particolarmente definita. Secondo il suo racconto, raggiungere e mantenere per mesi livelli simili di forma fisica senza ricorrere a sostanze sarebbe stato estremamente difficile. Una scelta che, a distanza di decenni, associa a conseguenze pesanti sia sul piano fisico sia su quello personale.

Un cambiamento arrivò nel 1997 con Cop Land, il film diretto da James Mangold nel quale Stallone interpretava uno sceriffo sovrappeso e parzialmente sordo. Per quel ruolo dovette abbandonare l’immagine del protagonista invulnerabile e, secondo il suo racconto, quella trasformazione gli permise di allentare almeno in parte la pressione legata al proprio aspetto.

Gli anni trascorsi tra allenamenti estremi e scene d’azione hanno comunque lasciato conseguenze. Stallone riferisce di aver subito nove operazioni alla schiena, due interventi alle spalle e tre fusioni cervicali. Ancora oggi continua a mantenersi in forma, ma racconta di dover convivere con i problemi accumulati durante la carriera e di assumere diversi farmaci per affrontarli.

Guardando alle scelte fatte sul set, il suo principale rimpianto riguarda soprattutto le acrobazie eseguite personalmente. Se potesse tornare indietro, ha spiegato, affiderebbe più spesso le scene fisicamente rischiose agli stuntman. Una consapevolezza maturata dopo decenni nei quali il corpo, prima trasformato in uno strumento di lavoro e in una sorta di protezione, ha finito per presentare un conto molto alto.

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