FBI, il cyberattacco ShinyHunters può coinvolgere oltre 37mila dipendenti e dati sensibili

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L’FBI tratta il cyberattacco attribuito a ShinyHunters come una violazione potenzialmente estesa a tutta la forza lavoro. A rischio ci sono dati personali e informazioni sui ruoli di oltre 37mila dipendenti, anche in ambiti sensibili.

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FBI, il cyberattacco ShinyHunters può coinvolgere oltre 37mila dipendenti e dati sensibili
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L’FBI sta gestendo l’attacco informatico dei giorni scorsi partendo dall’ipotesi che siano stati sottratti dati personali relativi all’intero organico dell’agenzia federale statunitense, composto da oltre 37mila dipendenti. Una comunicazione interna inviata venerdì ha richiamato anche i possibili rischi per il personale e per le rispettive famiglie.

Tra le informazioni potenzialmente compromesse rientrano dati identificativi come nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di telefono e altri elementi personali. Il materiale potrebbe comprendere anche recapiti di familiari e indicazioni sulle mansioni svolte all’interno dell’FBI.

Proprio i dettagli professionali rappresentano uno degli aspetti più delicati dell’incidente. Alcuni archivi contengono infatti riferimenti a incarichi nell’intelligence, nella sorveglianza e in altri settori nei quali l’identità o il ruolo dei dipendenti possono essere mantenuti riservati per ragioni di sicurezza.

La portata definitiva della violazione non è stata ancora resa pubblica. L’FBI ha confermato di essere impegnato nelle verifiche e, nelle prime fasi dell’indagine, non aveva stabilito se l’accesso fosse avvenuto direttamente attraverso i propri sistemi oppure tramite infrastrutture e servizi collegati al portale per le assunzioni FBIJobs.gov.

La responsabilità dell’attacco è stata rivendicata da ShinyHunters, gruppo attivo da diversi anni e associato a numerose intrusioni informatiche contro aziende e organizzazioni. Gli hacker hanno sostenuto di essere entrati in possesso di una grande quantità di materiale riguardante dipendenti attuali, ex dipendenti e candidati a posti di lavoro nell’agenzia.

ShinyHunters ha successivamente dichiarato di non voler pubblicare o vendere i dati ottenuti, definendo l’operazione una “campagna di marketing” legata a una controversia con l’FBI. Il gruppo aveva contestato alcune affermazioni contenute in un precedente avviso dell’agenzia sulle sue attività.

Intanto nei Paesi Bassi un uomo di 24 anni è stato arrestato nell’ambito di un’indagine collegata a ShinyHunters. L’arresto è avvenuto ad Amsterdam e le autorità olandesi hanno confermato che l’inchiesta sul gruppo è ancora in corso.

Per l’FBI la priorità resta ora determinare con precisione quali archivi siano stati raggiunti, quali informazioni siano effettivamente uscite dai sistemi e quali dipendenti possano essere esposti a rischi concreti. L’agenzia ha inoltre invitato il personale a segnalare eventuali problemi di sicurezza legati all’incidente.

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