Garlasco, scontro in tv sui test del Dna: Garofano respinge le accuse della difesa di Stasi
Il confronto televisivo sul caso Garlasco si accende sui test del Dna eseguiti nel 2007 sui pedali della bici di Alberto Stasi. La difesa contesta due esiti negativi che sostiene non siano mai stati comunicati, Garofano respinge le accuse.
Il nodo delle analisi effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi ha acceso un duro confronto nello studio di "Lo Stato delle Cose", il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3. Da una parte Luciano Garofano, all'epoca comandante del Ris di Parma, dall'altra Giada Bocellari e Antonio De Rensis, legali dell'uomo condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi.
La discussione è arrivata poche ore dopo la nuova chiusura delle indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Tra gli elementi tornati all'esame degli inquirenti figurano anche gli accertamenti genetici compiuti sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi dopo il delitto del 13 agosto 2007.
Al centro del confronto ci sono due ulteriori analisi che avrebbero dato esito negativo rispetto alla presenza del Dna di Chiara Poggi. La difesa di Stasi sostiene che quei risultati non furono messi a disposizione delle parti e contesta il modo in cui vennero gestiti gli accertamenti dell'epoca.
Durante il dibattito Bocellari ha ricordato che i pedali furono smontati e sottoposti a numerosi campionamenti per verificare la natura delle tracce. Garofano ha replicato contestando il tono delle affermazioni e sostenendo che negli atti non sarebbe mai stato scritto che la sostanza individuata sui pedali fosse sangue.
L'ex comandante del Ris ha inoltre respinto l'ipotesi che vi fosse la volontà di sottrarre informazioni agli altri soggetti coinvolti negli accertamenti. Secondo Garofano, non ci sarebbe stato alcun interesse a nascondere risultati mentre periti e consulenti erano impegnati nel confronto tecnico.
Bocellari ha ribadito invece che il punto riguarda proprio il valore attribuito alle diverse analisi, sostenendo che gli esiti negativi debbano essere considerati insieme agli altri elementi scientifici raccolti nel corso delle indagini.
Il confronto si è fatto ancora più netto con l'intervento di Antonio De Rensis. L'avvocato ha affermato di ritenere possibile un approfondimento da parte del comando generale dell'Arma dei Carabinieri sul lavoro svolto all'epoca. Garofano ha risposto di essere sereno e ha negato nuovamente qualsiasi intenzione di occultare informazioni.
De Rensis ha poi allargato il significato della vicenda oltre il singolo procedimento, richiamando la tutela dell'Arma, la morte di Chiara Poggi e il percorso giudiziario di Alberto Stasi. Il confronto televisivo ha così riportato l'attenzione sulle modalità con cui furono raccolti, analizzati e trasmessi alcuni dati scientifici delle prime indagini.
Stasi resta l'unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. La nuova inchiesta della Procura di Pavia riguarda invece Andrea Sempio e ha riportato sotto esame diversi aspetti degli accertamenti svolti nel 2007, compresi quelli relativi al materiale genetico trovato sulla bicicletta.
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