Caso Giulio Regeni, tre 007 egiziani condannati a dieci anni e uno assolto
Tre agenti dei servizi segreti egiziani sono stati condannati a dieci anni per il sequestro di Giulio Regeni, mentre il generale Tariq Sabir è stato assolto. Il verdetto arriva oltre dieci anni dopo la morte del ricercatore.
La Corte d’Assise di Roma ha pronunciato la sentenza nel processo che vedeva imputati quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani per la vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato al Cairo nel gennaio 2016 e successivamente trovato morto.
I giudici hanno inflitto dieci anni di reclusione ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Il generale Tariq Sabir, quarto imputato nel procedimento, è stato invece assolto.
Per i tre condannati la Corte ha riconosciuto la responsabilità per il sequestro di persona. Non è stata invece accolta l’accusa di omicidio, contestata nell’ambito del procedimento sulla morte di Regeni, avvenuta dopo le violenze subite durante la sua detenzione in Egitto.
Alla lettura del dispositivo erano presenti i familiari di Giulio Regeni con la loro legale Alessandra Ballerini, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta, e il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi. La decisione chiude il primo grado del processo celebrato a Roma a più di dieci anni dai fatti del Cairo.
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Omicidio Giulio Regeni : Processare 007 Cairo