Decreto scuola, Valditara difende il tetto del 30% e replica a Sala sulle chiusure

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Giuseppe Valditara difende il decreto scuola sul limite del 30% nelle classi prime e respinge l’allarme di Giuseppe Sala su possibili chiusure a Milano. Il ministro richiama integrazione, deroghe e fondi per l’italiano nelle scuole.

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Giuseppe Valditara torna sulle nuove regole per la composizione delle classi e respinge le critiche arrivate dopo l’approvazione del decreto scuola. Durante una visita alle scuole Faes di Milano, il ministro dell’Istruzione e del Merito ha definito il testo equilibrato e ha sostenuto che le modifiche apportate durante il confronto istituzionale siano state marginali.

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre, interviene sulla formazione delle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-2028. La misura punta a limitare la concentrazione degli studenti con difficoltà nella conoscenza dell’italiano, con un tetto indicato al 30% e deroghe nei territori in cui non sia possibile una diversa distribuzione degli iscritti.

Valditara ha collegato la norma all’obiettivo di favorire l’integrazione e di evitare classi caratterizzate da forti concentrazioni di alunni con svantaggio linguistico. Nel suo intervento ha richiamato anche le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amatrice il 21 settembre, quando il capo dello Stato aveva indicato tra i compiti della scuola quello di evitare la formazione di ghetti e barriere e di contribuire alla coesione sociale.

Il ministro ha inoltre risposto al sindaco di Milano Giuseppe Sala, che nei giorni scorsi aveva espresso il timore che l’applicazione delle nuove regole potesse portare alla chiusura di alcuni istituti cittadini. Valditara ha giudicato queste dichiarazioni allarmistiche e ha invitato a valutare le esigenze degli studenti, delle famiglie e dei docenti che operano nelle scuole con le maggiori difficoltà organizzative e linguistiche.

Per i casi in cui non sia possibile individuare una scuola vicina rispettando la soglia prevista, il decreto mette a disposizione 14 milioni di euro a regime destinati al potenziamento dell’italiano. Il ministro ha precisato che l’obiettivo è mantenere gli studenti nelle classi interessate rafforzando il sostegno linguistico, senza prevedere lo smembramento delle classi già costituite.

Valditara ha infine contestato l’ipotesi di trasferimenti forzati degli alunni. Secondo il ministro, la nuova disciplina opererà al momento delle iscrizioni, nell’ambito di un sistema che già oggi prevede per le famiglie la possibilità di indicare più istituti. Se nella scuola scelta per prima non ci sarà posto o non sarà possibile rispettare i criteri previsti, verranno considerate le altre scuole indicate, privilegiando quelle di prossimità.

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