Decreto Scuola, scontro tra Costamagna e Cruciani sul tetto del 30% agli studenti stranieri

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A Dritto e Rovescio il confronto sul decreto Scuola è degenerato in un duro botta e risposta tra Luisella Costamagna e Giuseppe Cruciani, divisi sul tetto del 30% agli studenti stranieri previsto per le classi prime dal 2027/2028.

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Decreto Scuola, scontro tra Costamagna e Cruciani sul tetto del 30% agli studenti stranieri
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Il confronto sul nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri ha acceso la puntata di Dritto e Rovescio su Rete 4. Luisella Costamagna e Giuseppe Cruciani si sono affrontati sulla norma che, dall'anno scolastico 2027/2028, introduce criteri per limitare al 30% la presenza di alcune categorie di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime.

Costamagna ha definito il provvedimento una misura discriminatoria e ha sostenuto che il governo stia utilizzando il tema dell'immigrazione anche sul piano elettorale, citando la concorrenza politica rappresentata da Roberto Vannacci. La giornalista ha contestato soprattutto la scelta di intervenire con un limite numerico nella composizione delle classi.

Di segno opposto la posizione di Cruciani. Il conduttore de La Zanzara ha respinto l'accusa di razzismo e ha sostenuto che una distribuzione più equilibrata degli studenti possa evitare la formazione di classi nelle quali molti alunni incontrano difficoltà con la lingua italiana. Secondo Cruciani, il decreto comporterebbe una riorganizzazione dei percorsi scolastici e non l'esclusione dei bambini dalla scuola.

Il confronto è diventato particolarmente acceso quando Cruciani ha definito una «minchiata» l'interpretazione del decreto come provvedimento razzista. Costamagna ha reagito chiedendogli maggiore rispetto e si è rivolta anche al conduttore Paolo Del Debbio perché intervenisse nel botta e risposta.

Costamagna ha poi richiamato il principio di una scuola aperta a tutti e ha sostenuto che, almeno a Milano, il numero delle classi interessate dal superamento dei nuovi parametri sarebbe molto limitato. Ha quindi spostato l'attenzione sulle condizioni degli edifici scolastici, indicando nell'edilizia uno dei problemi che, a suo giudizio, richiedono maggiore attenzione.

Il decreto approvato dal governo stabilisce regole diverse a seconda del grado scolastico. Nella primaria il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia. Nelle scuole secondarie il parametro riguarda invece gli studenti stranieri che non abbiano frequentato con esito positivo per almeno tre anni il sistema nazionale di istruzione.

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