Sondaggio Ipsos, Vannacci all'8,8% riduce a pochi decimali il divario tra le coalizioni
Futuro Nazionale sale all’8,8% e cambia gli equilibri tra le coalizioni nelle simulazioni Ipsos. FdI resta al 26,4%, mentre Lega, Forza Italia e Pd arretrano e il confronto tra i due schieramenti si riduce a pochi decimali.
La crescita di Futuro Nazionale modifica gli equilibri fotografati dall’ultima rilevazione Ipsos Doxa sulle intenzioni di voto. La formazione guidata da Roberto Vannacci raggiunge l’8,8%, con un aumento di 1,7 punti rispetto alla precedente rilevazione, mentre Fratelli d’Italia resta sostanzialmente stabile al 26,4%.
Nella maggioranza di governo arretrano invece gli altri principali partiti. La Lega viene stimata al 4,7%, in calo di 0,4 punti, mentre Forza Italia scende al 7,3% perdendo un punto. Noi Moderati si mantiene all’1%. I numeri confermano quindi una diversa distribuzione dei consensi all’interno dell’area di centrodestra, con Futuro Nazionale che continua a guadagnare terreno.
Anche nel campo delle opposizioni si registrano alcuni movimenti. Il Partito democratico scende sotto il 20% e si attesta al 19,5%, con una flessione di 0,6 punti. Restano al 14,5% il Movimento 5 Stelle e al 6,3% Alleanza Verdi e Sinistra. Azione è indicata al 3%, Italia Viva al 2,1% e +Europa al 2,1%, mentre la quota riferita al mancato voto viene stimata al 40,5%.
Il peso di Futuro Nazionale diventa particolarmente rilevante nelle simulazioni sulle coalizioni. Il sondaggio considera infatti anche gli effetti delle possibili alleanze in vista delle elezioni politiche del 2027, distinguendo la semplice somma delle intenzioni di voto dei singoli partiti dalla scelta che gli elettori dichiarano quando vengono presentati schieramenti già formati.
La questione assume ulteriore importanza alla luce della riforma elettorale approvata dal Senato il 15 settembre e attesa nuovamente alla Camera dal 28 settembre. Il testo prevede un sistema proporzionale con un premio di maggioranza per la lista o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti.
Nello scenario Ipsos in cui Futuro Nazionale resta fuori dal centrodestra, la coalizione composta dagli attuali partiti di governo viene stimata al 38,7%. Il campo progressista, comprendendo anche Italia Viva e +Europa, arriva invece al 43,9%. La simulazione traduce questi valori in 219 seggi alla Camera e 109 al Senato per l’area progressista, mentre il centrodestra otterrebbe 130 deputati e 64 senatori; a Futuro Nazionale andrebbero separatamente 30 deputati e 15 senatori.
La fotografia cambia se il partito di Vannacci viene inserito nella coalizione di centrodestra. In questa ipotesi Ipsos stima il blocco al 45,7%, contro il 45,2% dello schieramento progressista. La simulazione assegna 222 deputati e 110 senatori al centrodestra allargato, rispetto a 154 deputati e 76 senatori attribuiti al campo progressista.
Il margine tra i due schieramenti, in questa seconda configurazione, sarebbe quindi di appena mezzo punto percentuale. Nando Pagnoncelli osserva che l’ingresso di Vannacci nella coalizione non produce automaticamente la semplice somma dei consensi attribuiti ai singoli partiti, perché una parte degli elettori può modificare la propria scelta quando valuta un’alleanza nel suo complesso. Una dinamica già emersa nelle precedenti rilevazioni Ipsos sulle possibili coalizioni.
I dati descrivono così una situazione molto ravvicinata nelle simulazioni elettorali. Futuro Nazionale rappresenta una variabile capace di incidere sulla distribuzione dei consensi, ma le differenze rilevate tra le due principali coalizioni restano contenute e dipendono dalla configurazione proposta agli intervistati.
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