Ferrari, Vasseur sotto pressione dopo Baku: cresce l'ipotesi di un addio a fine stagione
Il quarto posto di Leclerc e il sesto di Hamilton a Baku non fermano le voci sul futuro di Frédéric Vasseur. A Maranello circolano indiscrezioni su una possibile separazione a fine stagione, mentre Christian Horner si dice aperto alla Ferrari.
Il Gran Premio dell’Azerbaijan ha consegnato alla Ferrari altri punti, ma non il risultato necessario per ridurre le tensioni attorno alla gestione sportiva. Charles Leclerc ha chiuso quarto e Lewis Hamilton sesto, mentre la vittoria è andata alla Mercedes di George Russell. Un altro fine settimana senza podio ha così alimentato le discussioni sul futuro di Frédéric Vasseur.
La stagione 2026 era iniziata con aspettative molto più alte. Il nuovo regolamento tecnico rappresentava il momento sul quale la Ferrari aveva concentrato una parte importante della riorganizzazione avviata negli anni precedenti. La SF-26 ha mostrato velocità in diverse occasioni e ha conquistato due vittorie, ma la continuità necessaria per contendere i campionati alla Mercedes non è arrivata.
Prima della gara di Baku la Ferrari occupava il secondo posto tra i Costruttori, con un distacco già consistente dalla Mercedes. Il rendimento recente ha aggravato il quadro: nelle ultime sei gare la squadra ha raccolto un solo podio, il secondo posto ottenuto da Leclerc in Belgio. Errori nell’esecuzione dei fine settimana e difficoltà nel trasformare il potenziale della monoposto in risultati hanno inciso sulla rincorsa.
Anche la power unit resta uno dei temi tecnici più delicati. A Maranello si lavora per recuperare velocità sul dritto e prestazioni dal motore termico, settore nel quale la Ferrari ha ammesso di dover colmare un divario. Gli interventi sui propulsori richiedono tempi più lunghi rispetto agli aggiornamenti aerodinamici e il margine per cambiare gli equilibri della stagione si è progressivamente ridotto.
Le difficoltà sportive arrivano inoltre in un anno che avrebbe dovuto segnare il ritorno stabile della Ferrari nella lotta per il titolo. Nel 2022 John Elkann aveva indicato l’obiettivo di riportare la Scuderia alla conquista dei campionati Piloti e Costruttori entro il nuovo ciclo regolamentare. Dopo quindici appuntamenti del 2026, la situazione di classifica rende quei traguardi molto lontani.
Vasseur ha riconosciuto a Baku che l’ambiente non sta vivendo una fase di completa serenità. Le continue domande sulla sua posizione e sulle possibili alternative alla guida della squadra, ha spiegato, finiscono per coinvolgere anche il personale impegnato nel garage. Il francese continua comunque a ribadire il proprio impegno nel progetto e il contratto pluriennale firmato nel 2025 dovrebbe legarlo alla Ferrari almeno fino alla fine del 2027.
Proprio la durata dell’accordo rende particolarmente rilevanti le indiscrezioni su una possibile separazione anticipata. Nel paddock viene considerato uno scenario in cui Ferrari e Vasseur potrebbero trovare un’intesa al termine della stagione, con il riconoscimento economico previsto dal contratto residuo. Al momento, però, non è stata annunciata alcuna decisione ufficiale.
Le voci si intrecciano con il nome di Christian Horner, fuori dalla Red Bull e nuovamente disponibile per un incarico in Formula 1. L’ex team principal ha dichiarato che la Ferrari sarebbe l’unica squadra per la quale prenderebbe in considerazione un ritorno anche senza una partecipazione azionaria, definendo il Cavallino il marchio più importante della categoria.
Horner era stato allontanato dalla Red Bull nel 2025 dopo oltre vent’anni alla guida della squadra e ha successivamente definito la propria uscita dal gruppo. La possibilità di vederlo a Maranello resta per ora legata alle indiscrezioni sul futuro dell’attuale struttura, ma le sue dichiarazioni hanno inevitabilmente aumentato l’attenzione attorno alla posizione di Vasseur.
La Ferrari dispone ancora di diverse gare per provare a invertire la tendenza e consolidare almeno il secondo posto nel campionato Costruttori. Per Vasseur, però, il finale del 2026 avrà anche un peso sul piano personale: ai risultati in pista si affianca ormai un confronto sempre più acceso sul progetto tecnico e sulla guida che Maranello intende scegliere per le prossime stagioni.
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