Amanda Knox a Verissimo, il rapporto con Sollecito e le scuse a Patrick Lumumba

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Amanda Knox torna in tv con la famiglia e affronta le polemiche sul suo spettacolo. A Verissimo parla di Meredith Kercher, del rapporto rimasto con Raffaele Sollecito, delle scuse a Patrick Lumumba e della vita costruita dopo il processo.

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A quasi diciannove anni dall’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, Amanda Knox torna a raccontare pubblicamente la propria storia in Italia. L’intervista con Silvia Toffanin andrà in onda domenica 27 settembre a Verissimo e, per la prima volta in televisione, la statunitense sarà accompagnata dal marito Christopher e dai figli Eureka ed Echo.

Uno dei temi affrontati riguarda Cartwheel, lo spettacolo di stand-up comedy nel quale Knox ripercorre la propria esperienza personale e giudiziaria. Alle critiche arrivate dalla famiglia di Meredith, Amanda replica sostenendo di non fare ironia sull’omicidio. Dice di comprendere la rabbia dei familiari della studentessa britannica, ma aggiunge di essere dispiaciuta perché ritiene che il loro dolore sia rivolto «alla persona sbagliata».

Knox respinge anche l’idea che il suo spettacolo possa contribuire a rendere meno grave la violenza contro le donne. Nel parlare di quanto accaduto a lei, spiega, torna inevitabilmente anche sulla vicenda di Meredith. Ricorda quindi Rudy Guede, condannato in via definitiva per l’omicidio, e definisce una tragedia il fatto che il suo nome, a suo giudizio, venga ricordato meno di quello delle persone coinvolte nelle successive vicende processuali.

Nel corso dell’intervista Amanda propone anche la propria interpretazione di quegli anni, parlando di una «storia di misoginia». Afferma che Meredith perse la vita come se non avesse valore e che lei stessa fu incarcerata nello stesso modo, aggiungendo che «eravamo entrambe innocenti». Knox e Raffaele Sollecito furono assolti definitivamente dall’accusa di omicidio dalla Cassazione nel 2015.

Il legame con Sollecito, racconta Knox, non si è interrotto con il passare degli anni. I due si vogliono ancora bene e, durante uno dei ritorni di Amanda in Italia, hanno finalmente compiuto il viaggio a Gubbio che avevano programmato nel 2007. Mentre Sollecito spingeva il passeggino della figlia di Knox, un artista di strada gli chiese se la bambina fosse sua. Quel breve scambio, racconta Amanda, le fece pensare a quanto diverse avrebbero potuto essere le loro vite.

Un altro passaggio riguarda Patrick Lumumba, finito in carcere nelle prime fasi dell’inchiesta dopo le dichiarazioni di Knox e poi completamente estraneo all’omicidio. Amanda riferisce di avergli chiesto scusa per le conseguenze subite, dalla detenzione alla perdita del locale, riconoscendo però che le sue scuse non sono state sufficienti per lui.

Accanto a Knox ci sarà infine il marito Christopher Robinson. Nel raccontare il loro rapporto, la descrive come la persona più coraggiosa che conosca e dice di essere orgoglioso di lei. Per Knox l’intervista rappresenta così anche l’occasione per mostrare la famiglia costruita negli Stati Uniti dopo gli anni trascorsi tra indagini, processi e carcere.

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