Francesca Albanese, dalla copertina di Love alle critiche al Pd sulla linea per Gaza

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Francesca Albanese passa dal palco politico alla copertina di Love Magazine, mentre cresce il confronto sulle sue posizioni su Gaza. La relatrice Onu, intanto, riceve la cittadinanza onoraria di Marzabotto e attacca una parte del Pd.

Francesca Albanese
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Una copertina dedicata da Love Magazine aggiunge un nuovo tassello alla crescente esposizione pubblica di Francesca Albanese. La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati sarà protagonista del numero in uscita il 5 ottobre, con un servizio che la porta fuori dai contesti istituzionali nei quali è abitualmente impegnata.

La rivista, dedicata a moda e lifestyle e venduta a 25 euro a copia, presenta Albanese anche attraverso immagini realizzate con abiti di marchi di lusso. La scelta ha aperto un nuovo fronte di discussione attorno alla figura della giurista italiana, già molto presente nel dibattito internazionale sulla guerra a Gaza e sulle politiche israeliane nei territori palestinesi.

Negli ultimi giorni Albanese ha continuato anche la propria attività pubblica in Italia. Il 23 settembre ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Marzabotto, riconoscimento approvato dal Comune e consegnato durante una cerimonia al teatro comunale. La sindaca Valentina Cuppi aveva precisato che l'iniziativa era stata organizzata senza invitare altre istituzioni locali o regionali.

Pochi giorni prima, a Milano, Albanese era intervenuta a Nova, la manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle. Nel suo discorso aveva chiesto alle forze progressiste un cambio di posizione sulla questione palestinese, sostenendo la necessità di interrompere i rapporti con quello che ha definito «apartheid israeliano».

A margine dell'evento aveva rivolto parole critiche anche al Partito democratico. Pur riconoscendo la presenza di parlamentari da lei apprezzati, aveva affermato che il Pd dovrebbe «liberarsi della componente pro apartheid», riferendosi alle diverse sensibilità interne al partito nei rapporti con Israele.

La notorietà di Albanese si è ampliata anche fuori dall'Italia. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni nei suoi confronti, successivamente sospese in via temporanea da un giudice federale e poi ripristinate a maggio 2026 dopo un ricorso dell'amministrazione statunitense. Le misure incidono, tra l'altro, sui rapporti economici tra la relatrice e soggetti statunitensi.

La questione palestinese resta il fulcro della sua attività istituzionale. Albanese continua a intervenire pubblicamente sui diritti umani nei territori occupati, mentre il tema della Cisgiordania e della situazione a Gaza mantiene un ruolo centrale anche nel confronto alle Nazioni Unite.

L'ingresso in una pubblicazione internazionale di moda segna però un passaggio diverso rispetto alle conferenze, ai rapporti e agli interventi politici che hanno costruito finora la sua immagine pubblica. Alla dimensione istituzionale si affianca così una presenza mediatica più ampia, destinata a mantenere aperto il dibattito sul suo ruolo e sulle sue posizioni.

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