Marina Vlady, addio a 88 anni alla diva europea premiata a Cannes per L'ape regina
Marina Vlady è morta a Parigi a 88 anni, lasciando una carriera che ha attraversato oltre sei decenni di cinema europeo. Dal premio a Cannes per L’ape regina ai film con Godard, Welles e Scola, fu anche cantante e scrittrice.
Marina Vlady è morta giovedì 24 settembre nella sua casa di Parigi, circondata dai familiari e dai suoi animali. Attrice, cantante e scrittrice francese di origine russa, aveva 88 anni e aveva costruito una carriera internazionale con oltre 80 film, lavorando tra Francia, Italia e altri Paesi europei.
Uno dei momenti decisivi arrivò nel 1963 con Una storia moderna - L’ape regina di Marco Ferreri. La sua interpretazione le valse il premio per la migliore attrice al Festival di Cannes e consolidò una notorietà già maturata negli anni precedenti. Nel corso della sua attività fu diretta anche da Jean-Luc Godard, Orson Welles, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Bertrand Tavernier ed Ettore Scola.
Nata a Clichy il 10 maggio 1938 con il nome di Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff, era figlia di emigrati russi. Il padre Vladimir Poliakoff era cantante d’opera, mentre la madre Militza Envald proveniva dal mondo della danza. Anche le sue tre sorelle intrapresero percorsi artistici, adottando i nomi di Olga Varen, Odile Versois e Hélène Vallier.
La formazione di Vlady cominciò con la danza all’Opéra di Parigi, ma il cinema entrò molto presto nella sua vita. Ancora bambina ottenne un ruolo in Orage d’été, uscito nel 1949. Negli anni Cinquanta si fece conoscere anche fuori dalla Francia e nel 1954 ricevette il premio Suzanne Bianchetti per Prima del diluvio di André Cayatte.
Il legame con il cinema italiano diventò particolarmente intenso negli anni successivi. Recitò in La ragazza in vetrina di Luciano Emmer e La steppa di Alberto Lattuada, mentre Ferreri le affidò il personaggio che le avrebbe portato il riconoscimento di Cannes. Molti anni dopo tornò a lavorare in Italia con Ettore Scola in Splendor, accanto a Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.
Tra i titoli che contribuirono alla sua fama internazionale figurano anche La principessa di Clèves di Jean Delannoy e Due o tre cose che so di lei di Jean-Luc Godard. Lavorò inoltre con Orson Welles in Falstaff, interpretando Lady Percy, in una filmografia capace di alternare produzioni popolari e cinema d’autore.
Alla carriera artistica si affiancò una vita privata strettamente legata anche alla cultura russa. Nel 1970 sposò il poeta e cantautore Vladimir Vysockij, figura centrale della scena culturale sovietica, con il quale rimase fino alla morte di lui nel 1980. Al loro rapporto dedicò nel 1987 il libro Vladimir ou le vol arrêté.
Vlady pubblicò diversi libri e continuò a lavorare tra cinema e teatro per molti anni. Nelle memorie 24 images/seconde, uscite nel 2005, raccontò senza reticenze anche aspetti della propria vita personale. Tra le sue interpretazioni cinematografiche più tarde figura Quelques jours de répit di Amor Hakkar, uscito nel 2009.
Mort de Marina Vlady les causes du décès dévoilées

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