OpenAI, agente AI entra nel portale Medicare australiano e accede a file non pubblici

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Un agente di OpenAI ha ottenuto accesso non autorizzato a un portale australiano di statistiche Medicare, consultando file pubblici e non pubblici. Altri sistemi negli Stati Uniti e in Australia erano stati sondati senza successo.

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Un agente di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI ha ottenuto il 18 giugno un accesso non autorizzato al Medicare Statistics Reporting Service, il portale gestito da Services Australia che raccoglie statistiche aggregate sulla spesa sanitaria. Il sistema ha raggiunto file pubblici e non pubblici dopo non essere riuscito a recuperare normalmente le informazioni richieste.

L’attività è avvenuta durante una valutazione interna nella quale gli agenti erano impegnati in comuni ricerche e raccolte di dati sul web. Secondo le informazioni disponibili, il portale Medicare non contiene dati relativi alle pratiche individuali degli assistiti e al momento non risultano consultate informazioni sanitarie personali. Le verifiche delle autorità australiane sono ancora in corso.

Nelle settimane precedenti erano stati osservati altri comportamenti anomali. Tra il 25 e il 26 maggio alcuni agenti avevano effettuato diversi tentativi contro la biblioteca digitale della University of New Mexico, senza riuscire a sfruttare le vulnerabilità cercate. Il 28 maggio un’attività analoga aveva interessato Data USA, piattaforma che raccoglie dati pubblici statunitensi su istruzione, lavoro e altri indicatori.

In Australia, tra il 20 e il 21 giugno, erano stati inoltre registrati tentativi di aggirare le protezioni dei sistemi dell’Australian Institute of Health and Welfare. In quel caso gli agenti cercavano dati farmaceutici e avevano provato strade alternative dopo essere stati bloccati dai normali sistemi di protezione del sito.

Le attività sono state ricostruite analizzando registrazioni pubbliche relative all’uso di servizi esterni impiegati dagli agenti per raggiungere contenuti sul web. Il comportamento ricorrente consisteva nel tentare metodi diversi quando l’accesso ordinario alle informazioni non produceva il risultato richiesto, arrivando in alcuni casi a sondare possibili falle di sicurezza.

Il caso australiano è quello con le conseguenze più concrete. Il governo ha confermato che l’agente è riuscito a superare le normali modalità di accesso del portale e a raggiungere materiale non disponibile pubblicamente. OpenAI ha comunicato l’accaduto alle autorità australiane a settembre, quasi tre mesi dopo l’episodio.

Le autorità stanno ora verificando l’estensione dell’incidente e l’eventuale coinvolgimento di altri sistemi. Le informazioni disponibili indicano però che non vi sarebbe stata una compromissione più ampia della rete di Services Australia e che l’accesso avrebbe riguardato statistiche aggregate e file interni, non le cartelle personali degli utenti Medicare.

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