Grand Hotel di Riccione, sedici rilanci portano l'asta a 29,365 milioni

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Sedici rilanci hanno spinto il prezzo del Grand Hotel di Riccione a 29,365 milioni di euro, oltre 4,5 milioni sopra la base d’asta. L’aggiudicazione resta però provvisoria per dieci giorni, in attesa di eventuali offerte migliorative.

Riccione
Grand Hotel di Riccione, sedici rilanci portano l'asta a 29,365 milioni
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La gara per lo storico complesso alberghiero di Riccione si è chiusa il 23 settembre con un’aggiudicazione da 29 milioni e 365mila euro. La procedura era partita da 24 milioni e 864mila euro e ha visto confrontarsi due partecipanti, con rilanci minimi fissati a 250mila euro.

Il risultato dell’asta non rende ancora definitivo il passaggio di proprietà. Per i successivi dieci giorni potranno infatti essere presentate eventuali proposte migliorative rispetto al prezzo raggiunto. In presenza di un’offerta valida, il giudice potrà disporre la riapertura della procedura; in caso contrario l’acquisto potrà essere perfezionato.

L’identità dell’aggiudicatario non è stata resa ufficialmente pubblica. Le indicazioni circolate dopo la gara fanno riferimento a una società riminese già attiva nel mercato immobiliare di Riccione e titolare di altri investimenti nella zona, ma il trasferimento del complesso resta subordinato alla conclusione dell’iter.

La vendita riguarda un unico lotto che comprende, oltre al Grand Hotel, anche Villa Bianca, i Magazzini con ristorante, negozio e appartamenti, Torre 900 con unità residenziali e uffici, Villa Bruna con ristorante e discoteca e le altre pertinenze del complesso. La superficie catastale complessiva indicata per gli immobili è di circa 11.731 metri quadrati, in una delle aree centrali della città.

Il Grand Hotel era finito sotto sequestro penale il 28 luglio 2026, nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta. Tra gli indagati figura l’ex amministratore Gianni Andreatta insieme ad altri soggetti coinvolti nella gestione. Al momento del provvedimento, all’interno della struttura si trovavano anche alcuni turisti, successivamente trasferiti in altre sistemazioni.

La vicenda giudiziaria si inserisce nella lunga crisi della società proprietaria, dichiarata fallita nel 2023. Secondo le contestazioni investigative, nonostante la situazione della società e la chiusura formale dell’albergo, alcune camere sarebbero state comunque utilizzate e messe a disposizione dei clienti. Le accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

Dopo il sequestro, l’intero compendio è stato affidato alla curatela fallimentare e avviato verso la vendita. L’asta di settembre rappresenta così un passaggio decisivo per il futuro di uno degli edifici simbolo di Riccione, anche se per conoscere il nuovo proprietario definitivo sarà necessario attendere la conclusione dei termini previsti dalla procedura.

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