Equinozio d'autunno 2026, alle 2:05 il cambio di stagione che accorcia le giornate
L’autunno astronomico 2026 è iniziato alle 2:05 del 23 settembre. L’equinozio segna il passaggio del Sole sull’equatore celeste, mentre nei prossimi giorni la luce diminuirà e la vegetazione entrerà gradualmente nella fase autunnale.
Il passaggio dall’estate all’autunno astronomico si è compiuto nella notte tra il 22 e il 23 settembre. Alle 2:05, ora italiana, il Sole ha attraversato il piano dell’equatore terrestre dirigendosi verso sud, dando ufficialmente inizio alla nuova stagione nell’emisfero boreale.
L’equinozio non coincide quindi con un’intera giornata, ma con un istante preciso determinato dal movimento apparente del Sole nel cielo. In questo periodo la durata del giorno e quella della notte risultano molto simili, anche se non sono perfettamente identiche per effetto, tra gli altri fattori, della rifrazione atmosferica.
Dopo l’equinozio le ore di luce continueranno progressivamente a diminuire nell’emisfero nord fino al solstizio d’inverno. Il cambiamento diventerà sempre più evidente anche nel paesaggio, con temperature mediamente più basse e numerose piante decidue che modificheranno il colore delle foglie prima della caduta.
L’autunno meteorologico segue invece un calendario diverso. Per convenzione comincia il 1° settembre, una scelta utilizzata per suddividere l’anno in periodi uniformi di tre mesi e rendere più semplice il confronto dei dati climatici. Per questo l’inizio meteorologico della stagione precede di oltre tre settimane quello astronomico.
Già nelle prime settimane di settembre, infatti, la circolazione atmosferica dell’emisfero boreale può iniziare a mostrare caratteristiche diverse da quelle tipiche dell’estate. Le strutture anticicloniche tendono gradualmente a perdere forza e le masse d’aria più fredde possono raggiungere con maggiore frequenza latitudini inferiori, anche se l’andamento del tempo varia molto da una zona all’altra.
Il cambiamento delle foglie è legato soprattutto alla riduzione della luce disponibile e all’abbassamento delle temperature. Con giornate più corte, la clorofilla responsabile del colore verde viene progressivamente degradata e diventano visibili altri pigmenti già presenti nelle foglie.
I carotenoidi producono in particolare tonalità gialle e arancioni, mentre in alcune specie gli antociani contribuiscono alle sfumature rosse e porpora tipiche della stagione. Il fenomeno riguarda le piante decidue, mentre molte specie sempreverdi mantengono il fogliame durante tutto l’anno.
La parola equinozio deriva dal latino e richiama proprio l’idea di una notte di durata simile al giorno. Nel 2026 il passaggio astronomico è caduto il 23 settembre, confermando ancora una volta che l’autunno non inizia necessariamente il 21 del mese, come spesso viene indicato in modo approssimativo.
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