Djokovic osserva Sinner, il fisioterapista racconta la sua ossessione per ogni dettaglio
Novak Djokovic studia anche i metodi di lavoro dei rivali. Il fisioterapista Carlos Costa racconta che il serbo ha chiesto al suo team perché non utilizzasse l’allenamento visivo praticato da Jannik Sinner, segno della sua continua ricerca.
Anche a 39 anni Novak Djokovic continua a cercare nuovi margini di miglioramento, arrivando a confrontare il lavoro svolto dal proprio staff con quello dei principali avversari. A raccontare questo aspetto del campione serbo è Carlos Costa, fisioterapista entrato nel suo team nel corso del 2026.
Secondo Costa, Djokovic presta un’attenzione quasi continua a ciò che accade durante allenamenti, recupero e preparazione. Il serbo controlla ogni particolare e mette alla prova anche i collaboratori, chiedendo spiegazioni quando nota procedure diverse rispetto a quelle adottate da altri giocatori.
Uno degli esempi riguarda Jannik Sinner. Djokovic avrebbe domandato al suo staff perché l’azzurro svolgesse esercizi specifici di allenamento visivo mentre nel suo programma quel tipo di lavoro non era ancora previsto. Un confronto diretto che mostra quanto il serbo osservi anche le soluzioni utilizzate dagli avversari per valutare possibili novità nella propria preparazione.
Costa ha spiegato inoltre che il lavoro con Djokovic richiede un aggiornamento costante. Il fisioterapista cerca informazioni e metodi provenienti anche da altre discipline sportive, mentre il tennista serbo analizza video, comportamenti e routine dei colleghi per capire se esistano strategie utili da integrare.
Djokovic arriva a questa fase della stagione dopo l’eliminazione al primo turno degli US Open 2026 contro Mariano Navone. Sinner, invece, non ha partecipato allo Slam di New York a causa di un problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a fermarsi nei tornei precedenti.
La curiosità verso il lavoro dell’italiano rientra quindi in un approccio più ampio. Per Costa, uno degli elementi che distinguono Djokovic è proprio la capacità di mettere continuamente in discussione metodi e abitudini, chiedendo al proprio team di cercare nuove soluzioni per allenamento e recupero.
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