Francesco Totti, il ritorno in Serie A sfiorato a 48 anni e il primo bacio con Noemi

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A 48 anni Francesco Totti ha davvero valutato un ritorno in Serie A, con Genoa e Como interessate. Nel libro Oltre racconta anche il primo bacio con Noemi Bocchi e il dolore per la morte del padre Enzo durante il Covid-19.

Francesco Totti
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Sette anni dopo l’ultima partita con la Roma, Francesco Totti ha preso seriamente in considerazione l’idea di rimettere gli scarpini e tornare a giocare in Serie A. Il retroscena è uno dei passaggi raccontati in Oltre, il nuovo libro autobiografico dell’ex capitano giallorosso, pubblicato il 22 settembre 2026.

La possibilità di un rientro nacque quasi per caso. Totti, che continuava a giocare a calciotto e scherzava pubblicamente sulla possibilità di tornare in campo, ricevette prima una proposta concreta dal Genoa, allora allenato da Alberto Gilardino, e successivamente l’interessamento del Como guidato da Cesc Fabregas.

A quel punto l’ex numero 10 decise di capire fino a che punto il progetto fosse realistico. Riprese ad allenarsi con maggiore intensità, affiancando palestra e fisioterapia a un regime alimentare molto più rigido. Tra le rinunce più difficili, racconta, ci furono pane e dolci.

Il fisico sembrava rispondere, ma il vero ostacolo era un altro. Totti si interrogava sulla possibilità di indossare una maglia diversa da quella della Roma, il club con cui aveva disputato tutta la carriera. Alla fine prevalse proprio questo legame e il ritorno non si concretizzò. Il Genoa, peraltro, aveva un significato particolare: era stato l’avversario della sua ultima partita all’Olimpico, il 28 maggio 2017.

Nel libro trova spazio anche la relazione con Noemi Bocchi. Totti ricostruisce l’inizio della loro conoscenza, partita da uno scambio di numeri di telefono e proseguita lentamente. Il primo bacio arrivò molto tempo dopo, in automobile nei pressi di Piazza del Popolo, a Roma.

L’ex calciatore ricorda quel momento come carico di emozione e insicurezza, quasi fosse tornato adolescente. Arriva anche un paragone calcistico con uno degli episodi più importanti della sua carriera, il rigore segnato contro l’Australia ai Mondiali del 2006.

Tra le pagine più dolorose c’è invece il racconto della morte del padre Enzo, conosciuto nell’ambiente familiare con il soprannome di “Sceriffo”. Ricoverato allo Spallanzani di Roma durante l’emergenza Covid, le sue condizioni si aggravarono fino alla necessità dell’intubazione.

Totti ricorda in particolare le telefonate con il medico che seguiva il padre e il momento in cui comprese che non ci sarebbe stata una ripresa. La perdita di Enzo viene descritta come uno degli eventi che hanno segnato più profondamente gli anni successivi al ritiro dal calcio.

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