Papa Leone XIV all'Angelus, la misericordia di Dio supera la logica del merito
Papa Leone XIV, all’Angelus del 20 settembre in piazza San Pietro, ha richiamato la parabola degli operai nella vigna, spiegando che la misericordia di Dio supera la logica del merito e invita a lasciare spazio all’amore, alla pace e alla gratitudine.
La misericordia di Dio non segue i criteri con cui gli uomini misurano meriti, risultati e ricompense. È il messaggio proposto da Leone XIV durante l’Angelus di domenica 20 settembre in piazza San Pietro, partendo dalle letture della liturgia e dalla parabola evangelica degli operai chiamati a lavorare nella vigna.
Il Pontefice ha ricordato che i progetti di Dio vanno oltre ciò che uomini e donne riescono a immaginare e realizzare. Una prospettiva che, secondo il Papa, invita ad abbandonare comportamenti sbagliati e a ritornare a un Dio capace di offrire misericordia e perdono.
Nel commentare il racconto evangelico, Leone XIV si è soffermato sul momento in cui il padrone della vigna paga i lavoratori. Chi ha iniziato all’alba riceve quanto concordato, ma anche coloro che sono arrivati più tardi vengono trattati con generosità. È proprio questa scelta a mettere in discussione una visione fondata esclusivamente sul calcolo e sul confronto.
Per il Papa, il Vangelo mostra una giustizia più ampia rispetto a quella costruita soltanto sul merito. Anche chi si considera tra i primi, o pensa di avere conquistato da solo ciò che possiede, è chiamato a riconoscere una logica diversa, nella quale il dono non viene trasformato in motivo di rivalità.
Leone XIV ha quindi indicato nell’amore e nella misericordia la strada capace di interrompere competizioni e divisioni. Quando il calcolo lascia spazio alla gratuità, ha spiegato, diventano possibili una maggiore gioia, una comprensione più profonda e un futuro segnato dalla pace e dalla gratitudine.
Il Pontefice ha infine invitato i fedeli a considerare il servizio al Regno di Dio come una grazia e non come un privilegio da difendere. Nella vigna, ha ricordato, non dovrebbe esserci spazio per invidia e contrapposizioni, perché la bontà di Dio è destinata a tutti e non soltanto a chi ritiene di essere arrivato per primo.
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