Chiara Pellacani, cinque ori a Parigi e l'amore per Francesco Porco fuori dalla piscina
Chiara Pellacani racconta al Settimanale Chi il rapporto con Francesco Porco, anche lui tuffatore, e la vita tra sport e studio dopo i cinque ori agli Europei di Parigi. Fuori dalla piscina, dice, preferiscono parlare d’altro.
Cinque gare e cinque medaglie d’oro agli Europei di Parigi 2026 hanno consacrato Chiara Pellacani tra le protagoniste dei tuffi italiani. Dopo il successo continentale, l’azzurra ha raccontato al Settimanale Chi una vita divisa tra allenamenti, università, affetti e nuovi obiettivi sportivi.
Accanto a lei c’è Francesco Porco, anche lui legato al mondo dei tuffi. Condividere la stessa disciplina, spiega Pellacani, facilita la comprensione delle pressioni e delle emozioni che accompagnano allenamenti e competizioni. Quando però la coppia è lontana dalla piscina, lo sport resta quasi sempre fuori dalle conversazioni. Nel tempo libero preferiscono viaggiare e dedicarsi ad altro, come accaduto durante i soggiorni insieme in Spagna e a Miami.
Proprio gli Stati Uniti hanno rappresentato una svolta importante nel percorso dell’atleta romana. Pellacani si è trasferita oltreoceano grazie a una borsa di studio sportiva, lasciando famiglia e amici dopo una decisione condivisa con le persone che seguivano la sua carriera. A Miami è riuscita a costruire un equilibrio tra gli allenamenti e l’università, fino alla laurea in Psicologia. Ora ha proseguito il percorso accademico con un master in management dello sport.
Lo studio, racconta, non è mai stato considerato un’alternativa all’attività agonistica. Pellacani vuole dimostrare che una carriera sportiva ad alto livello può convivere con la formazione universitaria. La Psicologia le ha fornito anche strumenti utili per conoscere meglio i meccanismi mentali, anche se nella gestione della pressione attribuisce un ruolo decisivo soprattutto all’esperienza maturata in gara.
Il risultato più importante dell’estate è arrivato agli Europei di Parigi, dove Pellacani ha completato un percorso senza precedenti vincendo tutte e cinque le gare disputate. Tra i successi anche quello nel sincro misto dai tre metri con Matteo Santoro, compagno di squadra con il quale condivide un rapporto nato molti anni fa. I due sono cresciuti sportivamente insieme e questa conoscenza, secondo l’azzurra, favorisce l’intesa quando salgono sul trampolino.
Dietro la determinazione mostrata nelle competizioni resta però la volontà di conservare il piacere che l’ha accompagnata fin da bambina. Pellacani considera fondamentale non perdere la passione e la leggerezza con cui ha iniziato a tuffarsi, elementi che ancora oggi la aiutano ad affrontare la pressione e a lavorare verso nuovi traguardi.
Il prossimo grande appuntamento è già indicato nel calendario. Lo sguardo è rivolto ai Giochi olimpici di Los Angeles 2028, anche se Pellacani preferisce non formulare apertamente il proprio obiettivo. Più avanti immagina comunque un futuro ancora legato allo sport, eventualmente con un ruolo diverso da quello di atleta e con la possibilità di utilizzare anche le competenze acquisite durante gli studi.
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