Chiara Pellacani conquista cinque ori agli Europei, il padre Paolo racconta l'impresa al TgLa7
Chiara Pellacani torna da Parigi con cinque ori europei nei tuffi, record mai raggiunto prima in una sola edizione. Il padre Paolo racconta l’impresa al TgLa7, mentre l’azzurra lega la rinascita alla pausa dopo i Giochi e al sostegno psicologico.
Chiara Pellacani ha chiuso gli Europei di tuffi di Parigi 2026 con cinque medaglie d’oro, diventando la prima atleta a riuscirci nella stessa edizione della rassegna continentale. La 23enne romana ha completato il percorso vincente insieme a Elisa Pizzini nel sincro femminile da tre metri, dopo essersi già imposta nel team event, nel sincro misto con Matteo Santoro, dal trampolino da un metro e nella prova individuale dai tre metri.
Il successo sportivo ha avuto anche un risvolto familiare diventato rapidamente molto seguito. A raccontare in televisione le cinque medaglie è stato infatti Paolo Pellacani, padre di Chiara e giornalista del TgLa7. Nel servizio trasmesso il 6 agosto ha ammesso di trovarsi davanti a uno dei compiti più complicati della sua carriera, dovendo separare l’orgoglio di padre dalla necessità professionale di raccontare i fatti.
Paolo Pellacani ha ripercorso anche alcuni ricordi dell’infanzia della figlia, quando Chiara provava salti mortali sul divano di casa. A distanza di circa vent’anni, quelle acrobazie sono diventate tuffi capaci di portarla sul gradino più alto del podio europeo per cinque volte. Dopo la pubblicazione del video sui social, la campionessa ha spiegato di essersi emozionata per il racconto del padre più che per le medaglie conquistate.
Dietro l’impresa di Parigi c’è però anche una fase difficile affrontata dopo i Giochi olimpici del 2024. Pellacani ha raccontato di essersi fermata per alcuni mesi perché sentiva che qualcosa non funzionava. Lasciò temporaneamente anche l’università in Florida e tornò in Italia, scegliendo di trascorrere più tempo con la famiglia e di affidarsi al sostegno di una psicologa. In seguito ha ripreso sia gli studi sia l’attività agonistica.
Per la tuffatrice romana, la componente mentale incide in maniera decisiva sul rendimento. Ha spiegato di considerarla pari a circa il 90% della prestazione, soprattutto in una disciplina nella quale concentrazione e serenità devono essere mantenute fino ai pochi secondi che separano il salto dall’ingresso in acqua. La strategia adottata è quella di affrontare ogni gara e ogni tuffo senza proiettarsi sul risultato finale.
La scelta di fermarsi dopo Parigi 2024 aveva ricevuto anche alcune critiche, ma Pellacani continua a considerarla determinante per ritrovare equilibrio. Il periodo trascorso con i familiari e il percorso psicologico le hanno permesso, secondo il suo racconto, di recuperare serenità e di tornare ad allenarsi con maggiore convinzione.
Agli Europei di Parigi il risultato è stato netto. Nell’ultima gara, il sincro da tre metri con Elisa Pizzini, le azzurre hanno totalizzato 308,07 punti, consegnando a Pellacani il quinto oro. Nessun tuffatore aveva mai ottenuto cinque titoli nella stessa edizione dei Campionati europei.
Dopo il rientro in Italia, Pellacani ha indicato la famiglia come primo punto di riferimento per i giorni successivi alle gare. Per qualche tempo, ha spiegato, intende allontanare la mente da allenamenti e competizioni. Un passaggio che arriva al termine di una settimana in cui il risultato sportivo e il percorso personale si sono incrociati, fino al record europeo conquistato a Parigi.
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