Una storia, Anna Foglietta debutta alla regia con Rohrwacher e Caprino
Anna Foglietta debutta alla regia con Una storia, dramma familiare con Alba Rohrwacher e Guido Caprino. La partenza della figlia Irene incrina l’equilibrio di una coppia costretta a fare i conti con silenzi, desideri e fragilità.
Con Una storia, Anna Foglietta firma il suo esordio dietro la macchina da presa scegliendo di raccontare una crisi familiare senza eventi clamorosi. Al centro ci sono Erika e Mauro, interpretati da Alba Rohrwacher e Guido Caprino, una coppia che vive in provincia dentro una quotidianità scandita da gesti semplici e abitudini consolidate.
L’equilibrio cambia quando la figlia Irene lascia casa per studiare lontano. La sua partenza apre un vuoto che costringe i genitori a guardare una relazione rimasta a lungo in piedi anche grazie alla presenza della ragazza. Erika, cassiera e abituata a dedicarsi soprattutto agli altri, perde improvvisamente il ruolo attorno al quale aveva costruito gran parte della propria identità. Mauro affronta invece la crisi con maggiore difficoltà, segnato anche dal rapporto con un padre autoritario e da una scarsa familiarità con l’espressione dei sentimenti.
Il film osserva soprattutto ciò che accade tra i due quando le parole non bastano più. Foglietta costruisce il racconto sui silenzi, sulle distanze e sui tentativi di ritrovare desideri lasciati in secondo piano nel corso degli anni. Il legame tra Erika e Mauro appare ancora profondo, ma attraversato da fragilità che la nuova situazione rende impossibile ignorare.
La regia privilegia tempi distesi, inquadrature spesso fisse e una macchina da presa che resta vicina ai personaggi senza imporsi. Anche nei momenti di maggiore tensione, come durante una lite della coppia ripresa attraverso il finestrino di un’auto, lo sguardo rimane misurato e lascia spazio agli interpreti. È una scelta coerente con un film che affida buona parte della propria forza alla recitazione e alla progressiva esposizione emotiva dei protagonisti.
Rohrwacher accompagna Erika nel lento recupero di una dimensione personale e di un desiderio rimasto a lungo subordinato alla famiglia, mentre Caprino restituisce un Mauro incapace di affrontare le emozioni con la stessa immediatezza con cui affronterebbe un problema concreto. La loro interpretazione sostiene i passaggi più delicati del racconto, evitando che la crisi di coppia diventi soltanto un meccanismo narrativo.
Non tutte le soluzioni formali mantengono però la stessa misura. La sequenza conclusiva costruita con lo split screen introduce un linguaggio visivo più evidente rispetto alla sobrietà adottata nel resto del film, mentre la scelta di affidarsi a pause e staticità può rendere alcuni passaggi ripetitivi e meno tesi sul piano drammaturgico.
Presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2026 e atteso nelle sale italiane dal 24 settembre, Una storia resta soprattutto un racconto sull’identità, sul desiderio e sulla trasformazione dei legami quando cambia l’equilibrio familiare. Foglietta sceglie di osservare i suoi personaggi senza giudicarli, affidando alla loro vulnerabilità il senso più autentico del film.
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