Imu e Tari, dichiarazioni digitali e nuovi termini di 90 giorni per i contribuenti

Notizia in breve

Imu e Tari cambiano con il decreto legislativo 147/2026, in vigore dal 12 agosto. La dichiarazione Imu diventa telematica, mentre per la Tari scatta il termine di 90 giorni per comunicare inizio, cessazione o variazioni rilevanti.

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Imu e Tari, dichiarazioni digitali e nuovi termini di 90 giorni per i contribuenti
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Nuove regole per Imu e Tari sono entrate in vigore il 12 agosto 2026 con il decreto legislativo 147 del 7 agosto. Le modifiche riguardano soprattutto le modalità di presentazione della dichiarazione Imu, i tempi per comunicare le variazioni della tassa sui rifiuti e la gestione delle controversie sulle rendite catastali.

Per l'Imu viene introdotto un sistema dichiarativo interamente digitale. I soggetti obbligati dovranno presentare la dichiarazione esclusivamente per via telematica, secondo le modalità che saranno definite dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il termine resta fissato al 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile o si è verificata una variazione rilevante ai fini dell'imposta.

Il nuovo modello nazionale è destinato a diventare l'unico strumento per assolvere l'adempimento dichiarativo. Al suo interno dovranno trovare spazio anche le informazioni necessarie per attestare i requisiti richiesti in alcuni casi di agevolazione. La dichiarazione continuerà a produrre effetti negli anni successivi fino a quando non cambieranno gli elementi che incidono sull'importo dovuto.

Tempi molto più stretti sono invece previsti per la Tari. L'inizio del possesso o della detenzione di locali e aree soggetti alla tassa dovrà essere comunicato al Comune o al gestore del servizio rifiuti entro 90 giorni. Lo stesso termine viene applicato alle successive variazioni che incidono sulla posizione del contribuente.

La nuova scadenza interessa quindi situazioni frequenti come l'ingresso in una nuova abitazione, l'avvio o la cessazione di una locazione e le modifiche degli elementi utilizzati per determinare la tassa. Diventa così necessario aggiornare la propria posizione senza attendere l'anno successivo.

Il decreto interviene anche sull'Imu dovuta per i fabbricati la cui rendita catastale, rettificata rispetto a quella proposta dal contribuente, viene contestata davanti al giudice tributario. In questi casi il termine per recuperare eventuali differenze viene collegato alla conclusione definitiva della controversia.

Se dalla sentenza passata in giudicato deriva una maggiore imposta, il Comune potrà procedere all'accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della decisione definitiva. Sulle somme richieste saranno applicati gli interessi legali, senza sanzioni per la differenza collegata alla rendita contestata.

Lo stesso limite temporale vale per il contribuente quando, dopo la conclusione della causa, risulta che sono state versate somme Imu non dovute. La richiesta di rimborso potrà essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al passaggio in giudicato della sentenza, mentre il Comune dovrà effettuare il rimborso entro 180 giorni dall'istanza.

Per chi possiede immobili, le modifiche rendono quindi più uniforme la gestione dell'Imu attraverso il canale telematico e anticipano gli adempimenti relativi alla Tari. Restano centrali il rispetto delle nuove scadenze e la corretta comunicazione delle variazioni che incidono sui tributi locali.

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