Me Contro Te in tribunale a Palermo, Consumerismo contesta acquisti e privacy dei minori

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Consumerismo No Profit ha portato Me Contro Te S.r.l. davanti al Tribunale di Palermo, contestando presunte pratiche commerciali scorrette e criticità sulla privacy dei minori. Chiesta la modifica di sito e app entro 30 giorni.

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Un ricorso contro Me Contro Te S.r.l., società riconducibile ai creator Luigi Calagna e Sofia Scalia, è stato depositato il 14 settembre 2026 al Tribunale civile di Palermo da Consumerismo No Profit. L'associazione chiede ai giudici di accertare una serie di presunte violazioni legate alle modalità con cui vengono proposti acquisti online e al trattamento dei dati degli utenti più giovani.

L'iniziativa è un'azione inibitoria collettiva con la quale Consumerismo punta a ottenere la cessazione delle condotte contestate e il divieto di ripeterle. Le accuse riguardano in particolare il sito e l'app dei Me Contro Te, rivolti a un pubblico composto in larga parte da bambini e preadolescenti.

Secondo l'associazione, all'interno dell'ambiente dedicato all'intrattenimento sarebbe inserita senza una separazione sufficientemente chiara la sezione commerciale denominata “Negozio”. Il collegamento allo shop indirizza verso una vetrina Amazon e Consumerismo sostiene che la presenza dell'invito diretto all'acquisto possa configurare una pratica scorretta quando il messaggio è rivolto ai minori.

Tra le contestazioni figurano anche la presunta mancanza di informazioni adeguate sulla natura commerciale e affiliata dei collegamenti, sull'identità del venditore e sulle condizioni relative a garanzia, recesso e assistenza. L'associazione ritiene inoltre che contenuti ludici e promozionali non siano distinti in maniera sufficientemente evidente.

Consumerismo afferma di aver già segnalato il caso all'Antitrust il 9 giugno 2026, chiedendo anche che gli aspetti riguardanti la protezione dei dati personali fossero sottoposti al Garante per la privacy. Dopo la segnalazione, l'associazione ha deciso di rivolgersi al tribunale.

Nel ricorso vengono sollevati anche rilievi sull'identificazione della società nelle diverse informative presenti sul sito e sull'app, oltre che sulle modalità utilizzate per acquisire il consenso ai cookie. Consumerismo contesta inoltre alcuni contenuti delle informative sulla privacy, ritenuti obsoleti o non sufficientemente comprensibili per un pubblico di minori.

Un altro punto riguarda il trattamento dei dati dei bambini. Secondo quanto sostenuto dall'associazione, nell'app non sarebbero previsti strumenti adeguati per verificare l'età degli utenti e acquisire, nei casi previsti, il consenso dei genitori. Le contestazioni comprendono anche la raccolta di informazioni sui comportamenti e sulle preferenze di gioco.

Con il ricorso Consumerismo chiede che, qualora le violazioni fossero accertate, sito e applicazione vengano modificati entro 30 giorni. Tra gli interventi richiesti figurano una separazione più netta tra intrattenimento e pubblicità, una gestione diversa dell'accesso allo shop, informative societarie uniformi e un sistema per il consenso ai cookie che presenti in modo equivalente le possibilità di accettare o rifiutare.

L'associazione domanda inoltre informative sulla privacy formulate con un linguaggio comprensibile ai bambini, sistemi di verifica dell'età e del consenso genitoriale e una valutazione d'impatto sui trattamenti che coinvolgono i minori. Spetterà ora al Tribunale di Palermo valutare le contestazioni e stabilire se sussistano le violazioni indicate nel ricorso.

I Me Contro Te hanno costruito negli anni una vasta comunità online. Il loro sito indica 7,31 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 milioni di follower su Instagram e 3,5 milioni su TikTok, numeri che rendono particolarmente rilevante, secondo Consumerismo, il tema della tutela dei bambini esposti ai contenuti commerciali.

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