Garlasco, Anna Vagli rinviata a giudizio per diffamazione nei confronti di Stasi

Notizia in breve

Anna Vagli è stata rinviata a giudizio a Lucca per diffamazione aggravata nei confronti di Alberto Stasi. La criminologa dovrà comparire il 6 novembre dopo il mancato accordo tra le parti nel procedimento nato da un articolo del 2022.

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La criminologa forense Anna Vagli, 37 anni, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata ai danni di Alberto Stasi. La decisione è arrivata al termine dell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Lucca, dopo che il tentativo di raggiungere un accordo tra le parti non ha avuto esito.

Vagli, residente a Forte dei Marmi e difesa dall’avvocato Filippo Tacchi, dovrà presentarsi il prossimo 6 novembre davanti al giudice Antonella Frizilio. Stasi si è costituito parte civile ed è assistito dall’avvocata Giada Bocellari. Nel procedimento sono stati chiamati come responsabili civili anche la testata online che pubblicò l’articolo contestato, il direttore e il vicedirettore, in relazione al presunto omesso controllo.

La vicenda nasce da un articolo pubblicato nel maggio 2022 e dedicato all’omicidio di Chiara Poggi. Nel testo Vagli sosteneva la responsabilità di Stasi per il delitto e indicava come possibile movente la scoperta, da parte della giovane, di materiale pedopornografico che sarebbe stato presente nel computer dell’allora fidanzato.

Tra i passaggi contestati figura anche il riferimento a una cartella denominata “Militare”, nella quale, secondo quanto scritto dalla criminologa, sarebbe stato conservato materiale di natura pedopornografica. La difesa di Stasi contesta questa ricostruzione e richiama gli esiti dei procedimenti giudiziari relativi a quel materiale.

Nel 2014 la Corte di Cassazione annullò infatti senza rinvio la condanna di Stasi per detenzione di materiale pedopornografico, pronunciando l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le motivazioni riguardavano, tra gli altri aspetti, l’assenza di prove sufficienti sulla provenienza e sulla concreta fruibilità dei frammenti di file rinvenuti nel computer.

Il procedimento per diffamazione era stato inizialmente avviato a Milano e successivamente trasferito a Lucca per competenza territoriale, in relazione alla residenza di Vagli. Prima dell’udienza le parti avevano tentato di definire la controversia attraverso una transazione, senza però raggiungere un’intesa.

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Dal giugno 2026 sta scontando la parte residua della pena in affidamento in prova ai servizi sociali, dopo un precedente periodo in regime di semilibertà.

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