Codice della Strada, ricorso al Prefetto senza raddoppio e notifiche più rapide
La riforma del Codice della Strada allo studio del MIT punta a eliminare il raddoppio della multa dopo il rigetto del ricorso al Prefetto, sostituendolo con un aumento di un terzo. Per alcuni verbali da remoto si valuta la notifica in 30 giorni.
Il Codice della Strada potrebbe cambiare ancora sul fronte delle multe e dei ricorsi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato nel 2026 una nuova fase di revisione, sottoponendo a operatori e associazioni di settore una serie di proposte che puntano a rendere le sanzioni più proporzionate e le procedure più semplici per gli automobilisti.
Tra le modifiche più rilevanti c’è quella relativa al ricorso al Prefetto. Oggi, quando l’opposizione viene respinta, l’ordinanza può imporre il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo previsto per la violazione. La bozza allo studio prevede invece di superare questo meccanismo e di sostituirlo con una maggiorazione pari a un terzo dell’importo originario.
La differenza sarebbe significativa. Con una sanzione iniziale di 150 euro, il sistema ipotizzato porterebbe l’importo a 200 euro dopo il rigetto del ricorso, invece dei 300 euro che deriverebbero dal raddoppio. La misura, però, fa parte della revisione ancora in discussione e non è attualmente in vigore.
Il quadro normativo applicabile resta quello del decreto legislativo 285 del 1992, aggiornato dalle modifiche entrate in vigore nel dicembre 2024. Di conseguenza, chi riceve oggi una multa deve fare riferimento alle regole attuali e non alle ipotesi contenute nei materiali della nuova riforma.
Potrebbe cambiare anche il percorso amministrativo del ricorso. La proposta prevede che l’opposizione venga trasmessa all'ufficio o al comando da cui dipende l'organo accertatore, con una disciplina più dettagliata dei passaggi successivi e dei tempi entro i quali gli atti devono arrivare all'autorità competente. Resterebbero disponibili i sistemi di invio ammessi dalla normativa, compresi la raccomandata e i canali telematici certificati.
Un altro intervento riguarda le multe rilevate a distanza. Il MIT ha indicato tra le direttrici della revisione la riduzione da 90 a 30 giorni del termine di notifica per determinati verbali derivanti da accertamenti effettuati con dispositivi automatici. La novità potrebbe interessare controlli attraverso autovelox, telecamere nelle ZTL e altri sistemi elettronici, nei limiti che saranno fissati dal testo definitivo.
Anche questa riduzione non è ancora applicabile. Sarà necessario verificare quali violazioni rientreranno effettivamente nella nuova disciplina e da quale momento decorreranno i termini. Per gli automobilisti, una notifica più rapida significherebbe comunque conoscere prima l'infrazione contestata e avere maggiore tempestività nel decidere se pagare oppure presentare opposizione.
La revisione interviene inoltre sull'autotutela, cioè sulla possibilità di chiedere all'amministrazione la correzione o l'annullamento di un verbale che presenti errori evidenti. L'obiettivo è rendere più semplice la gestione di casi come l'errata individuazione del destinatario, problemi nella notifica o altre irregolarità riconoscibili.
L'autotutela non va però confusa con il ricorso. La presentazione di una richiesta all'amministrazione non comporta necessariamente la sospensione dei termini previsti per contestare formalmente la multa. Chi intende opporsi deve quindi continuare a verificare con attenzione le scadenze previste dalla disciplina vigente.
Il progetto di revisione resta in fase di consultazione. Se le misure saranno confermate nella versione definitiva, il rigetto del ricorso al Prefetto potrebbe diventare meno oneroso, mentre alcune multe accertate da remoto potrebbero essere notificate in tempi sensibilmente più brevi.
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