Regno Unito, torna il War Book: scorte e piani civili per prepararsi alle crisi

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Il Regno Unito aggiorna i piani di difesa civile e invita i cittadini a prepararsi a gravi emergenze con scorte essenziali. Il governo lavora al nuovo “War Book”, mentre cresce in Europa l’attenzione alla resilienza e alla protezione civile.

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Il Regno Unito sta aggiornando i propri piani per affrontare eventuali crisi gravi, comprese quelle legate a un conflitto. Tra le indicazioni rivolte alla popolazione rientra anche la necessità di essere pronti a periodi di forte interruzione dei servizi, predisponendo in casa riserve di acqua potabile, alimenti a lunga conservazione e altri beni essenziali.

Il rafforzamento della preparazione civile accompagna il lavoro del governo britannico sul cosiddetto “War Book”, il sistema di pianificazione che in passato stabiliva compiti e procedure per ministeri e amministrazioni in caso di guerra. Archiviato dopo la fine della Guerra fredda, il piano viene ora aggiornato nell’ambito del programma nazionale dedicato alla difesa del territorio e alla resilienza del Paese.

Il capo di Stato maggiore della Difesa britannico, Sir Richard Knighton, ha definito l’attuale fase la più pericolosa dei suoi 35 anni di carriera nelle forze armate, indicando nella minaccia proveniente dalla Russia uno degli elementi che stanno spingendo Londra a rivedere la propria preparazione. Il nuovo impianto punta a coordinare strutture militari e civili nel caso in cui una crisi internazionale produca conseguenze dirette sul Regno Unito.

Le misure britanniche fanno parte di una tendenza più ampia che negli ultimi anni ha interessato numerosi Paesi europei. Nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato una strategia comune per aumentare la capacità dell’Unione di affrontare emergenze di diversa natura, dalle guerre ai disastri naturali fino agli attacchi informatici e alle interruzioni dei servizi essenziali.

Tra gli obiettivi previsti a livello europeo figura la capacità dei cittadini di essere autosufficienti per almeno 72 ore. Le indicazioni comprendono disponibilità di acqua, cibo, medicinali, sistemi per ricevere informazioni e strumenti per mantenere attivi i dispositivi di comunicazione durante blackout o altre situazioni di emergenza.

Anche la Germania ha intensificato gli interventi nel settore della protezione civile. Il governo federale ha previsto investimenti per circa 10 miliardi di euro entro il 2029 destinati alla modernizzazione delle strutture, al miglioramento dei sistemi di allarme e al rafforzamento del coordinamento tra autorità civili e militari. Tra le opzioni considerate rientra inoltre l'utilizzo di spazi esistenti, come parcheggi sotterranei, tunnel e stazioni, per aumentare le possibilità di protezione della popolazione.

Nel Nord Europa la preparazione delle famiglie è già da tempo parte delle politiche di sicurezza. La Svezia ha distribuito nel 2024 oltre cinque milioni di copie dell'opuscolo “In caso di crisi o guerra”, aggiornando la precedente edizione del 2018. Il documento contiene istruzioni su scorte alimentari, acqua, comunicazioni, rifugi e comportamento da adottare durante emergenze prolungate.

Indicazioni analoghe sono state sviluppate anche in Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia e Polonia. In forme diverse, i governi stanno cercando di aumentare la capacità delle famiglie e delle amministrazioni di continuare a funzionare durante crisi militari, calamità, attacchi informatici o interruzioni delle infrastrutture essenziali.

Nel Regno Unito il lavoro sul nuovo War Book proseguirà insieme alle altre iniziative previste per la difesa interna. I piani dovranno definire con maggiore precisione il ruolo dei diversi ministeri, delle autorità locali e dei servizi pubblici nel caso di un'escalation internazionale o di un attacco capace di produrre conseguenze dirette sul territorio britannico.

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