Ticket sanitario, dal 21 settembre aumentano alcune tariffe di visite ed esami
Dal 21 settembre cambiano le tariffe di numerose prestazioni del Servizio sanitario nazionale: alcune visite ed esami costeranno di più, ma il ticket effettivo dipenderà dal tetto regionale, dalla ricetta e dalle esenzioni.
Dal 21 settembre 2026 entreranno in vigore le nuove tariffe massime per numerose prestazioni di specialistica ambulatoriale del Servizio sanitario nazionale. Gli aumenti non si tradurranno però automaticamente in un rincaro dello stesso importo per tutti i pazienti, perché la somma effettivamente dovuta dipenderà dalle regole regionali, dalle prestazioni inserite nella ricetta e dalle eventuali esenzioni.
Tra le variazioni più diffuse c'è quella delle prime visite specialistiche. Per diverse branche, comprese neurologia, ginecologia, ortopedia, pneumologia, endocrinologia e gastroenterologia, la tariffa passerà da 25 a 26 euro. La visita specialistica di controllo, invece, resterà ferma a 17,90 euro.
Più consistente il ritocco previsto per la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma incluso, che salirà da 33,60 a 38 euro. La nuova tariffa supera quindi di 4,40 euro quella precedente, ma l'incremento effettivamente pagato dal cittadino può essere inferiore quando si applica il limite massimo previsto per il ticket.
Per la specialistica ambulatoriale il riferimento ordinario nazionale è infatti un tetto di 36,15 euro per ricetta, salvo le diverse disposizioni adottate dalle Regioni. Dove viene applicato questo limite, una visita cardiologica da 38 euro comporterà per un paziente non esente un pagamento massimo di 36,15 euro. Rispetto ai precedenti 33,60 euro, l'aumento effettivo sarà quindi di 2,55 euro.
Lo stesso meccanismo riguarda l'agoaspirato della mammella. La relativa tariffa passerà da 31,25 a 36,50 euro, con un incremento di 5,25 euro. Nelle Regioni in cui il tetto resta fissato a 36,15 euro, il paziente non esente non pagherà l'intera nuova tariffa ma si fermerà al limite previsto, con un aumento massimo di 4,90 euro rispetto all'importo precedente.
Non tutte le prestazioni subiranno modifiche. Rimarranno invariati diversi esami di laboratorio di uso frequente, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. Per queste prestazioni la revisione tariffaria non comporterà quindi variazioni dirette.
Aumenterà invece il prelievo di sangue venoso, la cui tariffa passerà da 3,80 a 4,30 euro. L'incremento è di 50 centesimi, ma anche in questo caso la maggiore spesa potrà non incidere sul totale pagato se la somma delle prestazioni inserite nella stessa ricetta ha già raggiunto il tetto massimo applicato dalla Regione.
Il principio vale per tutte le prescrizioni che comprendono più prestazioni. Se il loro valore complessivo, per esempio, è di 24 euro, il cittadino non esente paga quella somma. Se invece il totale arriva a 50 euro e viene applicato il limite di 36,15 euro, il ticket si ferma a quest'ultima cifra. Un aumento della tariffa di una singola voce può quindi non modificare il pagamento finale.
Le regole non sono identiche su tutto il territorio nazionale. Le Regioni possono prevedere proprie modalità di partecipazione alla spesa sanitaria e differenti criteri applicativi. Per conoscere l'importo effettivamente dovuto è quindi necessario considerare anche il territorio nel quale viene erogata la prestazione.
Restano inoltre in vigore le esenzioni previste per specifiche condizioni di reddito ed età, patologie croniche e rare, invalidità e gravidanza. Continuano a essere gratuite, quando previste dalla normativa, anche le prestazioni comprese nei programmi organizzati di prevenzione e screening del Servizio sanitario nazionale.
L'esenzione collegata a una patologia non riguarda automaticamente qualsiasi visita o esame. Si applica alle prestazioni riconducibili alla condizione per la quale è stata riconosciuta. Accertamenti prescritti per problemi differenti possono quindi restare soggetti al pagamento del ticket.
Le nuove tariffe saranno applicate alle prestazioni effettuate dal 21 settembre. Chi ha già una prenotazione per una data successiva non deve necessariamente annullarla o effettuarne una nuova. Se il ticket è stato pagato in anticipo, eventuali integrazioni o rimborsi saranno gestiti secondo le procedure stabilite dalla Regione e dalla struttura sanitaria interessata.
Per verificare l'importo aggiornato sarà possibile rivolgersi al Cup o consultare i servizi sanitari regionali. La revisione riguarda centinaia di prestazioni e nasce dall'aggiornamento delle tariffe utilizzate per remunerare le strutture del Servizio sanitario nazionale, senza modificare le regole generali sulle esenzioni e sulla compartecipazione alla spesa.
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