Pentagono, possibile ritiro di 25mila soldati dall'Europa mentre avanza la base in Polonia
Il Pentagono valuta una riduzione di almeno 25mila soldati statunitensi in Europa, mentre Washington e Varsavia avanzano sul progetto di una base permanente in Polonia, dove sono già presenti circa 10mila militari americani.
Gli Stati Uniti stanno riesaminando la propria presenza militare in Europa e tra le ipotesi allo studio del Pentagono figura il ritiro di almeno 25mila soldati. La revisione, avviata a giugno, riguarda un contingente complessivo di circa 80mila militari americani presenti nel continente e dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Un taglio di questa portata equivarrebbe quindi a quasi un terzo delle forze attualmente dislocate in Europa.
Il possibile ridimensionamento arriva mentre la Polonia punta nella direzione opposta e chiede di rendere più stabile la presenza americana sul proprio territorio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il 17 settembre che sono stati compiuti «grandi progressi» nei colloqui per istituire una base permanente dell’esercito statunitense in Polonia. Secondo Trump, in caso di accordo la località potrebbe essere resa nota prossimamente.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha confermato la volontà di Varsavia di proseguire il negoziato e di individuare una sede adatta alla nuova installazione militare. La Polonia ospita già circa 10mila militari statunitensi, ma gran parte delle forze è presente attraverso sistemi di rotazione e non con uno schieramento permanente.
Per Varsavia una presenza americana stabile rappresenta un elemento rilevante della strategia di difesa sul fianco orientale della Nato, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La Polonia è inoltre tra i Paesi dell’Alleanza che destinano alla difesa una delle quote più elevate del proprio prodotto interno lordo.
La revisione americana delle forze in Europa era stata annunciata a giugno dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. In quella occasione Hegseth aveva criticato alcuni alleati europei per aver limitato l’uso di basi e spazi aerei durante le operazioni statunitensi contro l’Iran e aveva collegato la futura presenza militare americana anche al livello di impegno dei singoli Paesi nella difesa comune.
Il confronto si intreccia con i nuovi obiettivi approvati dalla Nato al vertice dell’Aia del 2025. Gli alleati si sono impegnati a destinare entro il 2035 il 5% del Pil alla difesa e alla sicurezza. Almeno il 3,5% dovrà finanziare le esigenze militari fondamentali, mentre fino all’1,5% potrà essere impiegato per infrastrutture, resilienza, reti, innovazione e industria della difesa.
Washington si trova quindi a valutare due direttrici che potrebbero procedere contemporaneamente: una riduzione complessiva delle forze americane in Europa e, allo stesso tempo, un rafforzamento più stabile della presenza in alcuni Paesi considerati strategici. La Polonia punta a rientrare tra questi, mentre la decisione finale sulla consistenza e sulla distribuzione delle truppe statunitensi resta legata alla revisione in corso al Pentagono.
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