Vasco Rossi contro la bufala sul Sud: annunciate querele per chi la diffonde
Vasco Rossi smentisce ancora la frase offensiva sul Sud attribuitagli online e annuncia querele contro chi continuerà a diffonderla. Il rocker ribadisce di amare il Mezzogiorno e richiama un precedente caso di diffamazione sui social.
Vasco Rossi torna a respingere pubblicamente una frase che da anni gli viene attribuita sul web e nella quale il Sud sarebbe stato definito in termini offensivi. Il cantante di Zocca ha ribadito di non aver mai pronunciato quelle parole e ha annunciato l'intenzione di ricorrere alle vie legali contro chi continuerà a diffonderle.
Il nuovo intervento è arrivato attraverso i social il 15 settembre 2026. Rossi ha definito la vicenda una bufala «vergognosa, velenosa e infamante», precisando di non aver mai parlato male del Mezzogiorno. Ha inoltre ricordato il proprio legame con il Sud e, in particolare, con la Puglia, dove trascorre abitualmente parte dell'estate.
Il rapporto con Castellaneta Marina, nel Tarantino, dura da anni. Vasco soggiorna spesso nella località pugliese ed è cittadino onorario dal 2021. Anche nell'estate 2026 il rocker ha scelto la zona per le proprie vacanze, documentando sui social il suo arrivo in Puglia.
Questa volta la smentita è stata accompagnata da un avvertimento più netto. Il cantante ha fatto sapere che chi ripeterà o pubblicherà ancora la falsa dichiarazione potrà essere querelato per diffamazione e chiamato a rispondere anche sul piano economico. Nel messaggio condiviso online compare inoltre un intervento del suo legale rivolto a un utente.
Rossi ha accompagnato la presa di posizione con un richiamo a «Gli spari sopra», ricordando quanto sia facile manipolare parole e informazioni e come, nell'era digitale, ciò che viene pubblicato resti documentato. Il messaggio punta quindi a fermare la diffusione di una frase che l'artista sostiene di aver già smentito più volte.
Non è il primo episodio recente in cui Vasco Rossi affida ai propri avvocati una controversia nata sui social. Il 17 agosto 2026 aveva annunciato iniziative legali dopo essere stato accusato da un utente di aver fatto i nomi di altre persone per ottenere vantaggi dopo l'arresto del 1984 per fatti legati alla droga.
In quell'occasione il cantante aveva ricostruito la vicenda spiegando di non aver accusato nessuno e di essere stato invece coinvolto dopo che un'altra persona aveva fatto il suo nome. Rossi trascorse complessivamente 22 giorni in carcere, cinque dei quali in isolamento, prima che venisse escluso un suo coinvolgimento nella banda di spacciatori alla quale era stato associato.
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