Ucraina-Russia, Trump annuncia la tregua energetica ma Mosca frena sull'accordo
Donald Trump annuncia una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Ucraina e Russia, ma Kiev precisa che non esiste ancora un accordo formale. Zelensky è disponibile allo stop reciproco, mentre Mosca resta riluttante.
Donald Trump ha annunciato che Ucraina e Russia avrebbero accettato di sospendere gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Da Kiev, però, è arrivata una precisazione sostanziale: un accordo formale non è stato ancora raggiunto e qualsiasi intesa dovrà prevedere garanzie concrete sul comportamento di Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la disponibilità dell’Ucraina a fermare le operazioni contro gli impianti energetici russi, a condizione che anche la Russia interrompa i bombardamenti contro la rete elettrica, le strutture energetiche, le infrastrutture critiche e le vie utilizzate per l’approvvigionamento alimentare.
Kiev chiede che l’eventuale sospensione degli attacchi sia verificabile e duratura. Zelensky ha spiegato che l’Ucraina non è ancora convinta della volontà russa di rispettare un simile impegno e attende dai partner occidentali garanzie sulla reale disponibilità del Cremlino a fermare le operazioni contro gli obiettivi civili e strategici ucraini.
Per il presidente ucraino, una riduzione reciproca degli attacchi alle infrastrutture potrebbe rappresentare un primo passo verso una più ampia de-escalation. L’obiettivo, secondo Kiev, deve essere un'intesa capace di produrre effetti concreti sulla popolazione e non una pausa limitata nel tempo o legata a esigenze contingenti.
Trump, annunciando la presunta intesa, ha sostenuto che sia Kiev sia Mosca avrebbero accettato di non colpire gli impianti energetici dell’altra parte. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre collegato gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe all’aumento dei prezzi del diesel, chiedendo nei giorni precedenti all’Ucraina di interrompere queste operazioni.
Le forze ucraine hanno intensificato negli ultimi mesi gli attacchi a lunga distanza contro raffinerie e altre strutture petrolifere russe, con conseguenze sulla produzione e sulla disponibilità di carburante in alcune aree della Russia. Mosca, allo stesso tempo, continua a colpire il sistema energetico ucraino, particolarmente vulnerabile con l’avvicinarsi dei mesi più freddi.
La posizione russa resta il principale ostacolo. Putin sarebbe contrario, almeno per ora, a una tregua energetica prima dell’inverno, considerando la pressione sulla rete elettrica ucraina uno strumento utile per ottenere concessioni da Kiev. Mosca non ha finora confermato nei termini indicati da Trump l’esistenza di un accordo reciproco già concluso.
L’ipotesi di fermare gli attacchi contro impianti energetici e altre infrastrutture strategiche viene discussa da mesi nei negoziati che coinvolgono Stati Uniti, Ucraina e Russia. Kiev ha più volte sostenuto la proposta, includendo anche porti e strutture essenziali, mentre i tentativi precedenti non hanno portato a una sospensione stabile delle operazioni.
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